La necessità della poesia

pubblico

di Max Ponte

Il poetry slam è una gara poetica che unisce il singolo e la comunità, la conosciamo ormai da quando è arrivata in Italia e abbiamo investito tantissimo per renderla quello che dovrebbe essere. Durante il poetry slam brevi brani poetici di tre minuti di tempo massimo (senza accompagnamento musicale) vengono presentati al pubblico. Assistiamo ogni volta, con Slam Italia, ad un laboratorio poetico aperto e orizzontale. Nella foto il poetry slam a Milano, all’Ostello Bello, 20 marzo 2016. Abbiamo contato 130/150 spettatori, un pubblico così numeroso che si commenta da sé.
Il poetry slam di Slam Italia è uno spazio eccezionale sempre carico di entusiasmo e scoperte, libero e democratico, da salvaguardare. Nel poetry slam il pubblico è protagonista perché vota e valuta chi ascolta, perché vede riaccendersi il suo spirito critico così maltrattato in questo paese, perché vede rivivere la poesia che fa parte della nostra cultura fin dall’antichità.
Gare poetiche esistevano nella Grecia antica e nella Magna Grecia, e non facciamo che dar seguito ad un’esperienza iniziata migliaia di anni fa quando la parola era per sua natura orale e non aveva ancora ceduto all’oggettivazione della parola scritta. Performance e musica, inoltre, erano talmente vicine alla parola poetica da arrivare a fondersi con essa e da non cedere a quelle distinzioni che oggi compartimentano il sapere letterario e i saperi in genere.
Slam Italia – Rete Italiana di Poetry Slam, che coordino con Bruno Rullo, manda avanti con successo un campionato che in tutto il paese propone occasioni uniche di incontro con la poesia e i poeti. La peculiarità di Slam Italia è la sua orizzontalità, la sua capillarità e la sua apertura a tutti, a poeti sulla scena da tempo e a poeti che non son mai stati su un palco. Molti autori si sono affermati grazie al nostro lavoro, magari alcuni di loro non ci diranno mai “grazie”, ma saremo comunque fieri dei risultati raggiunti.
Lo slam è certamente una gara, una competizione, ci sono i dibattiti e a volte anche le polemiche, ma soprattutto c’è la Poesia, lo spettacolo che unisce le persone e che risponde ad una necessità: quella dell’ascolto della parola poetica. L’arte della parola prende corpo attraverso la voce e risuona, incanta. E’ il miracolo della poesia, il riuscire a ricrearlo grazie alla partecipazione pubblica, ad alimentarlo, è ogni volta il nostro ruolo.
Quello mio e di Bruno Rullo e dei poeti che lavorano con noi, è un lavoro di militanza poetica e intellettuale, per la creazione e la difesa di progetti come Slam Italia, che permettano ai cittadini di risentirsi parte di una comunità, persone coscienti della possibilità di dire conoscere vivere. Il futuro non è mai così nero come vogliono farci credere se facciamo emergere la nostra volontà e la necessità, la meraviglia della poesia.

Per consultare il calendario di SLAM ITALIA e partecipare alle gare cliccare qui

3 pensieri su “La necessità della poesia

  1. TROVO CHE LO SLAM SIA UNA FORMA DI DILATAZIONE DELLA POESIA PARTICOLARMENTE ADATTA AI NOSTRI TEMPI E INSIEME SENZA TEMPO.
    I DUE LIMITI CHE PERò DOVREBBERO ESSERE SUPERATI SONO:
    1) LO SBILANCIAMENTO VERSO L’ASPETTO PERFORMATIVO CHE SPESSO DEVIA L’ATTENZIONE SUL GESTO TOTALE ANZICHè SUI CONTENUTI DEL TESTO
    2) LA SCARSISSIMA PARTECIPAZIONE DI AUTORI NON GIOVANI CHE POTREBBERO PARTECIPARE LEGGENDO O DICENDO I LORO TESTI, SENZA COINVOLGIMENTO GESTUALE, PRIVILEGIANDO IL PURO DIRE.
    RESTA COMUNQUE UN’AZIONE DI DIFFUSIONE DELLA PAROLA MOLTO MERITORIA PER CHI SI SPENDE NELL’ORGANIZZARE GLI EVENTI.
    ANNAMARIA FERRAMOSCA

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