43. Eternamente

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L’attesa: era questo il nostro pane quotidiano, la sostanza delle relazioni, l’orizzonte che ogni giorno scrutavamo in cerca di segnali. Sapevamo che avrebbe potuto trattarsi anche di un anno, e persino qualche mese in più. Ma poi il destino si sarebbe rivelato, gli eventi sarebbero accaduti, producendo gli equilibri nuovi. Comprendevamo meglio come il Signore stesse affrancandoci da ogni desiderio di rivalsa, consapevole o meno. Le trasformazioni che sarebbero avvenute non le avremmo vissute col senso di trionfo che nasce dopo un lungo subire, ma come un dono fatto e ricevuto, una promessa realizzata, l’epifania di un mondo nuovo intessuto di gioia, pace e amore. Ci stavamo aprendo al miracolo più grande: vivere il presente, assaporare l’hic et nunc, il qui ed ora di quello che il Vangelo di Giovanni definisce non tanto vita eterna, quanto essere definitivo, attinto adesso, nell’esperienza intensa dell’incontro tra umano e divino. Era la grazia che avevo ricevuto tramite don Mario, il senso di pienezza che a un tratto percepivo nei colloqui con lui, nei nostri viaggi, nelle cene in cui bastava un gesto, una parola, per trovarsi in paradiso. Il Signore concedeva la meta assicurata all’inizio dell’impresa: il ritorno alle origini, all’età dell’oro; ma non come esperienza frammentaria, bensì come stato ordinario di vita quotidiana. Avvertivo le stesse sensazioni, mi tornavano in mente immagini e sapori che credevo sepolti in un passato irripetibile. Emergeva dal cuore un’antica e sempre nuova verità: tutto finisce, solo l’amore resta eternamente.

7 pensieri su “43. Eternamente

  1. fantasticando,come fossi in “Alice nel paese delle meravigle”,a me piace immaginare “attesa”come una nave che naviga verso un approdo sicuro,dove il navigatore,attraversate tempeste,uragani e burrascoso mare,si dirige verso l’approdo in un porto, in acque tranquille e sicure.
    All’ormeggio si inizia a scaricare la stiva,
    anche disordinatamente; Fede,Amore,Speranza,Carità, condivisione, accoglienza,SPIRITO e PAROLA,Verità, scrittura ‘Antica e Nuova,dove testimonianza e’data dalla reale e vera traduzione e messa in opera delle Parole dei vangeli,che sempre sono state aghi della bussola per la giusta rotta del navigante”avventuriero”.
    Nocchiero di provata capacità, “GPS antico”,da lassù, vigila,veglia e guida al sicuro approdo “Attesa”,…mandando cerchietti di fumo respirato dalla sua Marlboro rossa…!
    Il Signore benedica questa “croci…”era”
    …”ata”…???

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  2. Chi conquista il presente (non nel senso del “qui ed ora” psichiatrico) come sgravio definitivo del contingente è già nell’eternità e mangia tutti i giorni il pane di verità e di amore.
    Quanti siano i prediletti non saprei dire.

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  3. Essere felici

    Non esiste alcun dovere della vita,
    vi è solo il dovere dell’essere felici.
    Per questo solo, noi siamo al mondo,
    e con tutti i doveri
    e con tutta la morale
    e con tutti i comandamenti
    difficilmente ci si rende felici l’un l’altro,
    perché non si rende felici se stessi.

    Se l’uomo può essere buono,
    lo può essere solo
    se egli è felice,
    se egli ha in se stesso armonia,
    quindi se egli ama.
    Questo è stato l’insegnamento,
    il solo insegnamento del mondo;
    Questo diceva Gesù,
    questo diceva Budda,
    questo diceva Hegel.

    Per ognuno l’unica cosa importante al mondo è:
    la propria interiorità
    la propria anima
    la propria capacità di amare.
    Se queste sono in ordine
    si possono mangiare miglio o dolci,
    portare stracci o gioielli.
    Allora il mondo risuonerà chiaramente con l’anima,
    tutto è buono,
    tutto è in ordine.

    Hermann Hesse

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  4. …e Sara rise all’annuncio della sua gravidanza:
    “Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara tua moglie ,avrà un figlio” (Genesi 18,10) .
    Sara ride poichè sapeva che il tempo di avere figli era ormai passato “:Avvizzita come sono ,dovrei provare il piacere ,mentre il mio signore è vecchio ”
    All’ospite non piace il riso di Sara e aggiunge sfidandola ” c’è forse qualche cosa d’impossibile per il Signore ?.

    Ecco riflettendo su questa attesa mi pare significativo assimilare il Progetto a Sara ,matriarca e portatrice della promessa perchè si concluderà cosi:” motivo di lieto riso (Isacco) mi ha dato Dio,chiunque lo saprà riderà lietamente di me!”

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