FRANZ KRAUSPENHAAR, “GRANDI MOMENTI”

Franz Krauspenhaar, Grandi momenti, NEO Edizioni, 2016

Grandi momentiFranz Krauspenhaar è uno dei pochi, sulla scena letteraria italiana, che fa veramente sul serio. Che si misura col limite estremo senza chiudere gli occhi, ma anzi li tiene ben aperti, perfino sbarrati. È uno scrittore viscerale, un autentico artista. Grandi momenti lo dimostra, e non solo perché nasce dalla sua esperienza di vita, l’infarto subito e superato. Altrimenti si ridurrebbe a un romanzo autobiografico, o comunque auto-ispirato. Ma non è così, come non era nel suo pure eccellente romanzo del 2008 Era mio padre (Fazi Editore). Anzi, il valore più autentico di questo suo nuovo cimento letterario sta nell’essere una trasfigurazione del suo vissuto. Krauspenhaar riscrive, variati e potenziati, i contorni della sua stessa esistenza, quasi come il da lui amato pittore irlandese Francis Bacon faceva con i volti che raffigurava. E, così facendo, traccia l’itinerario di un delirio.

Ci parla di Franco Scelsit, suo alter ego, infartuato, dalla passione disperata per le auto potenti e lussuose, scrittore d’avanguardia senza successo ma rigeneratosi commercialmente grazie a thriller da quattro soldi pubblicati con lo pseudonimo di Stan Dolero; delle sue “cardiopizze” con gli amici reduci da altri attacchi di cuore; del suo rapporto con la madre, il fratello e qualche occasionale partner, o con un editore amico e un medico burbero ma sincero. Dietro a tutto questo, però, tratteggia un percorso attraverso una mente e uno spirito deformati dal dolore, e tali da portare il protagonista a percepire immagini allucinatorie, a compiere gesti inconsulti come distruggere una coupé, a sentire voci di morti e a vedere il padre scomparso materializzarsi lungo le autostrade sotto forma di lepre.

Viene da chiedersi quanta parte di tutto questa danza real-onirica, sospesa tra vita e morte, o tra vita e non-vita, non sia in effetti la trasposizione in chiave narrativa di un caratteristico disagio da “confinamento” tipico dei nostri tempi. Perché, alla fine, quello che resta (ammesso che resti e non si dissolva anch’esso), dietro a questa alternanza di stati esistenziali ondivaghi, è Milano, città-universo de-localizzata e metafora della prigionia della solitudine. E, insieme, la prossimità dei pochi affetti certi, sia pur nella loro natura a tratti claudicante. Quel poco di vero che c’è di amore. Quel cuore, insomma, che, nonostante la cicatrice lasciata dall’infarto, continua a pompare sangue per superare i paradossi della mente.

Franz Krauspenhaar, infatti, se ne frega degli intellettualismi autocompiaciuti. Il suo è uno stile fluido e diretto, dalla forte carica emozionale, ora esplosiva, ora implosiva, ma sempre al centro della narrazione. La parola, accortamente scelta per significare tutto ciò, reca l’impronta della sua consapevole letterarietà, ma non passa mai avanti. Al centro resta sempre l’uomo, col suo respiro e il suo ostinato battito cardiaco, ritmo di fondo dell’unico brandello di realtà che si possa toccare.

Grandi momenti sarà presentato venerdì 13 maggio 2016, alle ore 21, al Salone del Libro di Torino, nella Sala Incubatore. Interverranno l’autore, lo scrittore Paolo Zardi e l’editore Francesco Coscioni.

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