Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 4

da qui

Federico Garcia Lorca, Canzone d’autunno

Oggi ho nel cuore
un vago tremolio di stelle
ma il mio sentiero si perde
nell’anima della nebbia.
La luce mi tronca le ali
e il dolore della mia tristezza
bagna i ricordi
alla fonte dell’idea.
Tutte le rose sono bianche,
bianche come la mia pena,
ma non sono rose bianche,
è scesa la neve su di loro.
Prima ebbero l’arcobaleno.
E nevica anche sulla mia anima.
La neve dell’anima
ha fiocchi di baci
e scene calate nell’ombra
o nella luce di chi le pensa.
La neve cade dalle rose,
ma quella dell’anima rimane,
e gli artigli del tempo
ne fanno un sudario.
La neve si scioglierà
quando verrà la morte?
O avremo altra neve
e altre rose più perfette?
Sarà con noi la pace
come c’insegna Cristo?
O forse il problema
non sarà mai risolto?
Ma se c’inganna l’amore?
Cosa sosterrà la nostra vita
se il crepuscolo ci affonda
nella vera scienza
del Bene che chi sa se esiste
e del Male che incombe alle spalle?
Se muore la speranza
e risorge la Babele,
quale torcia farà luce
sulle strade in Terra?
Se l’azzurro è un sogno
dove mai finirà l’innocenza?
Cosa mai sarà il cuore
se l’Amore non ha frecce?
Se la morte è la morte,
dove finiranno mai i poeti
e le cose addormentate
che nessuno più ricorda?
Oh sole di tante speranze!
Acqua chiara! Luna nuova!
Cuori dei bambini!
Anime rudi delle pietre!
Oggi ho nel cuore
un vago tremolio di stelle
e tutte le rose sono bianche
bianche come la mia pena.

Granada, novembre 1918
(Traduzione di Claudio Rendina )
da Poesie (Libro de poemas), Newton Compton, Roma, 1970

***

Canción otoñal

Hoy siento en el corazón
un vago temblor de estrellas,
pero mi senda se pierde
en el alma de la niebla.
La luz me troncha las alas
y el dolor de mi tristeza
va mojando los recuerdos
en la fuente de la idea.
Todas las rosas son blancas,
tan blancas como mi pena,
y no son las rosas blancas,
que ha nevado sobre ellas.
Antes tuvieron el iris.
También sobre el alma nieva.
La nieve del alma tiene
copos de besos y escenas
que se hundieron en la sombra
o en la luz del que las piensa.
La nieve cae de las rosas,
pero la del alma queda,
y la garra de los años
hace un sudario con ellas.
¿Se deshelará la nieve
cuando la muerte nos lleva?
¿O después habrá otra nieve
y otras rosas más perfectas?
¿Será la paz con nosotros
como Cristo nos enseña?
¿O nunca será posible
la solución del problema?
¿Y si el amor nos engaña?
¿Quién la vida nos alienta
si el crepúsculo nos hunde
en la verdadera ciencia
del Bien que quizá no exista,
y del mal que late cerca?
¿Si la esperanza se apaga
y la Babel se comienza,
qué antorcha iluminará
los caminos en la Tierra?
¿Si el azul es un ensueño,
qué será de la inocencia?
¿Qué será del corazón
si el Amor no tiene flechas?
¿Si la muerte es la muerte,
qué será de los poetas
y de las cosas dormidas
que ya nadie las recuerda?
¡Oh sol de las esperanzas!
¡Agua clara! ¡Luna nueva!
¡Corazones de los niños!
¡Almas rudas de las piedras!
Hoy siento en el corazón
un vago temblor de estrellas
y todas las rosas son
tan blancas como mi pena.

Granada, noviembre de 1918
da Libro de poemas, Maroto, Madrid, 1921

5 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 4

  1. quante domande…come se il poeta ci chiedesse se davvero abbiamo il desiderio di sopravvivere oppure se non crediamo che tutto sia già risolto e che l’umanità nulla possa fare con la fede o senza la fede, mi pare questa la sua e la nostra pena, la disperazione di chi non sa rispondere alle tante domande ma che è affamato di credere,di far vivere nel cuore quel ” vago tremolio di stelle” e cosi de-siderare ,rivolgersi in Alto allo sguardo di Dio che unico, costante, malgrado tutto lo continua a cercare per un incontro faccia a faccia ed attirarlo a Sè , per l’eternità.

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  2. Le parole e le domande di questa poesia, sono così profonde che nascono senza dubbio da una grande ricchezza interiore, tesoro di esperienze vissute che lasciano il segno in chi e’ capace di ascoltare la voce dal di dentro e con grande delicatezza, le porta in superficie esprimendo non il fatto vissuto, ma lo stato d’animo. Bellissima e intensa. Grazie per la pubblicazione e l’interpretazione.

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