Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 7

da qui

Federico García Lorca
Madrigal de verano (Libro de Poemas)
Agosto de 1920
(Vega de Zujaira)
Voz recitante: Luigi Maria Corsanico

Pablo de Sarasate
‘Romanza andaluza’ Op.22-1
Leonid Kogan

Detalles de los murales de
Pilar Triviño Gonzales
Huasco, Chile

Federico García Lorca
Madrigal de verano
Agosto de 1920 (Vega de Zujaira)

Junta tu roja boca con la mía,
¡Oh Estrella la gitana!
Bajo el oro solar del mediodía
morderé la manzana.

En el verde olivar de la colina
hay una torre morena,
del color de tu carne campesina
que sabe a miel y aurora.

Me ofreces en tu cuerpo requemado,
el divino alimento
que da flores al cauce sosegado
y luceros al viento.

¿Cómo a mí te entregaste, luz morena?
¿por qué me diste llenos
de amor tu sexo de azucena
y el rumor de tus senos?

¿No fue por mi figura entristecida?
¡Oh mis torpes andares!
¿Te dio lástima acaso de mi vida,
marchita de cantares?

¿Cómo no has preferido a mis lamentos
los muslos sudorosos
de un San Cristóbal campesino, lentos
en el amor y hermosos?

Danaide del placer eres conmigo.
Femenino Silvano.
Huelen tus besos como huele el trigo
reseco del verano.

Entúrbiame los ojos, con tu canto.
Deja tu cabellera
extendida y solemne como un manto
de sombra en la pradera.

Píntame con tu boca ensangrentada
un cielo del amor,
en un fondo de carne la morada
estrella de dolor.

Mi pegáso andaluz está cautivo
de tus ojos abiertos;
volará desolado y pensativo
cuando los vea muertos.

Y áunque no me quisieras te querría
por tu mirar sombrío,
como quiere la alondra al nuevo día,
sólo por el rocío.

Junta tu roja boca con la mía,
¡Oh Estrella la gitana!
Déjame bajo el claro mediodía
consumir la manzana.

***

Madrigale d’estate

Unisci la rossa tua bocca alla mia,
o Estrella gitana!
Sotto l’ora solare del mezzogiorno
morderò la mela.

Fra i verdi ulivi della collina
c’è una torre moresca,
colore della tua carne campagnola
che sa di miele e d’aurora.

Mi offri nel tuo corpo ardente
il divino nutrimento
che dà fiori al ruscello quieto
e stelle al vento.

Come ti sei data a me, luce bruna?
perché mi desti pieni
d’amore il sesso di giglio
e i seni sonori?

Fu per la mia tristezza?
(Oh, miei goffi passi!)
Forse destò pietà in te
la mia vita spenta di canti?

Perché non hai preferito ai miei lamenti
le cosce sudate
di un San Cristoforo contadino
pesanti in amore e belle?

Danaide del piacere sei con me.
Femminile Silvano.
I tuoi baci odorano come il grano
secco dell’estate.

Oscurami la vista col tuo canto.
Sciogli la tua chioma
dispiegata e solenne come un manto
d’ombra sopra i prati.

Dipingimi con la bocca insanguinata
un cielo d’amore,
su un fondo di carne, la stella
violetta del dolore.

Prigioniero è il mio pegaso andaluso
dei tuoi occhi aperti,
e volerà desolato e assorto
quando li vedrà morti.

Anche se tu non m’amassi, t’amerei
per il tuo sguardo cupo
come l’allodola ama il giorno nuovo
per la rugiada.

Unisci la rossa tua bocca alla mia,
o Estrella gitana!
Lasciami sotto il giorno chiaro
consumare la mela.

Libro de Poemas Traduzione di Claudio Rendina

4 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 7

  1. Una infinita tenerezza in questi versi. Il poeta sa cosa cerca il suo animo e lo chiede con passione, amore, dolore, forza, come una preghiera.
    Un “divino nutrimento” frutto di gioia e dolore uniti insieme.
    Una dolcezza inarrivabile,
    Grazie

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  2. mi ha colpito la bellezza e profondità di questo verso: “S’anche tu non m’amassi ti amerei….”:primo perchè ne colgo la distanza con la capacità dei miei sentimenti e sento nostalgia per un amore cosi …non so dire se .fuori del tempo e poi perchè (e mi auguro di non fare degli accostamenti arditi ) il verso mi ricorda un sonetto attribuito a santa Teresa d’Avila che è di una passionalità,che trovo simile e cosi recita:

    “Non mi muove ,Signore, ad amarti il cielo che tu mi serbi promesso. nè mi muove l’inferno tanto temuto perchè io lasci con ciò di amarti .
    mi muovi tu, mio Dio, ; mi muove il vederti inchiodato su quella croce.scarnificato.mi muove il vedere il tuo volto tanto ferito ,mi muovono i tuoi affronti e la tua croce. mi muove infine il tuo amore in tal maniera che se non ci fosse cielo,io ti amerei, e se non ci fosse inferno,ti temerei.
    E non hai da darmi nulla perchè ti ami perchè se quanto aspetto io non lo aspettassi ,nella stessa maniera che ti amo,io ti amerei”. ..

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