LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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Speriamo che sia femmina (?)

Ha ragione Nicola Gratteri quando spiega che la ‘ndrangheta è diventata più forte di Cosa Nostra grazie alle donne. Si tratta si una semplificazione ardita ma che rende la realtà di una organizzazione criminale radicato in una struttura familiare arcaica fondata su una rigida separazione dei generi sessuali: il maschio “regna” ma a “governare” è la donna. E’ lei l’amministratrice della pena, la vendetta. Per questo è difficile trovare pentiti e collaboratori di giustizia nelle ndrine.

copLa ‘ndrangheta è anche femmina… e non è bella. L’istant book di Giuseppe Laganà, psicoterapeuta e responsabile cittadino della Caritas romana, parla di questo. E compie un’operazione che ritengo utilissima per comprendere i fenomeni criminali nelle nostro Sud: sposta l’analisi dalla dimensione teorica della sociologia, della criminologia e del diritto, a quella dell’antropologia e degli archetipi. Si tratta di un libro “motore di ricerca” di poche pagine ma di molteplici rimandi. Ecco che non è affatto retrò recuperare il saggio sul familismo amorale di Edward C. Banfield. Ecco che non è vezzo rammentare che le Erinni, personificazioni della vendetta, sono femmine. Se rileggiamo I viceré constatiamo che sono le donne a presidiare blasone e patrimonio. Il ruolo della donna è tuttavia ambivalente. Su un altro piano lo storico Giorgio Galli collega al dinamismo femminile il diffondersi di culture alternative. Addirittura in Cromwell e Afrodite. Democrazia e culture alternative, attribuisce a questo sesso un ruolo fondamentale nella nascita della democrazia.

Se nella ‘ndrangheta possiamo cogliere questo ruolo di integrazione sociale delle donne. Quello antagonista e alternativo lo troviamo in figure come Felicia Impastato. E tuttavia se posso azzardare una terza lettura, è il padre il grande assente di questo dramma gotico. Lo stereotipo del maschio prevaricatore impersonato dal picciotto è inversamente proporzionale all’abdicazione di ogni ruolo formativo ed educativo. Assente il padre, è la madre che perpetua lo stereotipo del padre-padrone. Ed invece come prova a dimostrare il film Anime nere, ci vuole un padre che venga a salvarci.

 

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