47. Apocalypse now

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Più passava il tempo, più capivamo che il Signore manteneva le promesse: già quattro anni prima aveva fatto intravedere il percorso in cui ci avrebbe accompagnato, passo passo. Ci sentivamo liberati dai pesi che avevano da tempo bloccato o deviato le energie, impedendoci di attingere insieme alla sorgente della vita. Passando attraverso rinunce e sofferenze era emersa la vera identità, pronta per i nuovi scenari di cui parlavamo apertamente, quando si presentava l’occasione. La reazione era spesso la stessa: un’alzata di spalle, un sorriso di condiscendenza, un’istintiva rimozione di un’idea considerata scomoda. Eravamo troppo avanti, nella nostra avventura, per lasciarci scoraggiare dai rifiuti; anzi, il confronto col Vangelo ci convinceva interiormente che questo era lo stile del Cristo, il suo pensiero contrario a ogni moda, a ogni legge del branco, aperto coraggiosamente al volere insindacabile di Dio.
Ogni tanto provavamo a immaginare i possibili effetti di una guerra: preso atto del dramma che avrebbe devastato il nostro mondo, emergeva la speranza – la certezza – di un’epoca nuova, che dalle grigie macerie di una civiltà al declino, avrebbe fatto risplendere il Progetto originario, la creazione nella forma concepita dal Padre. La nostra intesa, dopo tanta angoscia, diventava la caparra di un dono che avrebbe rinnovato la faccia della Terra.

5 pensieri su “47. Apocalypse now

  1. Non servono pearcing o tatuaggi, nè creste o catene e neppure tenebrosi atteggiamenti dark o melanconiche pose da bohemienne a fare un vero anticonformista.
    Credo basti conformarsi alla semplicità del dettato di Cristo.
    Così come non servono spranghe e volantini nè caschi o passamontagne a fare un vero rivoluzionario che piuttosto di votarsi a ribaltare e incendiare auto e cassonetti di ogni nostra città si voti a farlo coi cuori di ognuno di noi.

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  2. “Accogliere, accompagnare, discernere, integrare”
    Queste le parole pronunciate ieri da Papa Francesco, in occasione del Convegno Diocesano, rivolte alle famiglie.
    Proprio da qui, dagli ambienti più vicini, più intimi, cominciare la rinascita, la ripresa per nuova vita conformata “alla semplicità del dettato di Cristo – come osserva Gum835 – , una base rafforzata per affrontare, accettare e superare i vari muri e muretti incontrati e talvolta costruiti in autonomia. Cominciando tutto, magari, con una carezza.

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  3. E’ da sempre nell’indole dell’uomo sprofondarsi in ogni “apocalisse”;
    Noe’,passato il tempo stabilito,invio’ dapprima un corvo per capire se il diluvio fosse cessato.Non si riesce a capire se in effetti torno’,ma probabilmente trovo’ di che sfamarsi con tutte le carcasse di corpi che affioravano dai lembi di terra che iniziavano ad emergere,uomini che avevano sottovalutato quel “DILUVIO di purificazione” offerto dal Signore,ivi compresi i loro greggi e armenti.
    La buona notizia la porto’,ritornando all’Arca la colomba,con nel becco un ramo di ulivo!!!
    Gia’ da allora,la colomba…LO SPIRITO SANTO che riporta all’umanita la VITA ,LA RINASCITA, dopo” L’apocalypse now” dell’antica Scrittura;
    E oggi,come allora, sara’ “LA COLOMBA” , lo SPIRITO SANTO ,se riusciamo a farci “PRENDERE” da Lui, a portarci in un meraviglioso “THE DAY AFTER” di grazia, di amore,di vera luce; soltanto se riusciamo ad aprire il nostro cuore a QUEL SUO VOLO LIBERO,che ci indica la strada verso la nuova PASQUA che nella PAROLA ascoltata,ingoiata, e messa in pratica ,apre il nostro cuore e il nostro “essere” al BELLO al BUONO al VERO ,dove poter ricevere quell’acconto di resurrezione,in quel PROGETTO di cui siamo eredi designati.
    E finalmente, dopo “APOCALYPSE NOW”(contemporanea)…THE DAY AFTER, di grazia di amore di GLORIA davanti allo sguardo dell’UOMO della SINDONE.

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