LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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Omaggio alla Catalogna (nei giorni di San Vito)

 Il giorno di San Vito è da ricordare non solo per il ballo. Suggerisco un libro di Joze Pirjevec, oggi purtroppo introvabile Per gli slavi è un giorno drammatico. Nel loro calendario, che è quello giuliano, corrisponde al 28 giugno, secondo il nostro calendario gregoriano. E se è drammatico per gli slavi, lo è stato anche per l’Europa. Solo che noi abbiamo perso la memoria di questo limes geografico e ideale tra l’occidente cattolico e riformato e l’oriente ortodosso. Il 28 giugno 1914 vennero assassinati l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria, erede al trono dell’Impero Austro-Ungarico, e sua moglie la Duchessa Sofia a Sarajevo. E’ questo il casus che farà scoppiare la  prima guerra mondiale. Il 28 giugno 1990, la nuova Costituzione Croata elimina ogni legame con il popolo serbo alla base del rinato stato di Croazia. Fu il primo atto di sfaldamento della Yugoslavia. La Germania, alla faccia dell’Europa, non perse tempo. Riconobbe per prima l’indipendenza di Slovenia e Croazia.

capaNel 1999 una coalizione della Nato, attenzione: non dell’Onu, fa guerra alla Serbia. Dissero che era una guerra “giusta” ma da Aviano partirono aerei per bombardare Belgrado, capitale europea e cristiana. In Italia c’era un governo con a capo Massimo D’Alema, un ex comunista. E’ vero, viene sconfitto Milosevic, ma vengono uccisi migliaia di civili. Per errore viene persino colpita l’ambasciata cinese. Credo che, prima, a Sarajevo e a Mostar, e infine a Belgrado, venne uccisa l’occasione di costruire un’Europea dei popoli e non della moneta. E’ inutile prendersi in giro. Lo aveva intuito don Tonino Bello, che in fin di vita per il suo male, guidò una carovana di pace nei giorni più sanguinosi dell’ultima “guerra civile europea” a Sarajevo. Inascoltato e dimenticato, benché oggi beatificato. L’incomunicabilità tra occidente e oriente europeo è stata completamente rimossa, coperta sotto il velo ipocrita dell’euro e dell’economia globale.

Il Vidovan è la ricorrenza religiosa in cui si celebra la memoria del martirio di  San Vito, celebrato dagli ortodossi. Questo giorno dovrebbe diventare un giorno importante per l’intera Europa, per superarne davvero le profonde divisioni. Ed invece dobbiamo prendere atto che dietro la retorica dell’ Europa Unita, sotto la rigida politica economica dalla Banca Europea, gli assi della politica di potenza restano incredibilmente uguali al passato. La Germania resta dominante nel Continente, l’Inghilterra isolazionista, la Russia e il mondo slavo spinti ai margini, con la Turchia a fare da randello. Incredibile e triste. Per fortuna abbiamo ancora il pallone a farci credere che siamo europei. Anche se gli Europei di Calcio ci svelano la finzione. Infatti gioca la Turchia di Erdogan che europea non si sente affatto e il Galles che “non esiste”. Personalmente mi sarei aspettato anche la Catalogna.

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