MAILÉN, UNA VERITÀ NASCOSTA di Lorenzo Marotta

di Massimo Maugeri

http://www.vertigolibri.it/libri/cop_mailen%20C
Ci sono eventi che hanno segnato l’umanità lasciando piaghe profonde sulla pelle della Storia. Alcuni vengono ricordati periodicamente, altri rischiano di rimanere offuscati nella nebbia dell’oblio.
Tra le tante ferite della Storia, va senz’altro ricordata la tragedia dei desaparecidos: gli oppositori scomparsi a opera della dittatura dei generali in Argentina a seguito del colpo di stato del 1976. Si tratta di una vicenda abbastanza nota che, però, non è conosciuta da tutti. Ecco allora che, ancora una volta, la letteratura può intervenire per colmare buchi di conoscenza o per rinsaldare una consapevolezza assopita. Di recente è approdato in libreria il nuovo romanzo di Lorenzo Marotta intitolato “Mailén, una verità nascosta” (Vertigo, 2016, p. 267, euro 13), incentrato – per l’appunto – sulle “stragi invisibili” organizzate dalla dittatura militare argentina nel corso degli anni Settanta: una sorta di epurazione che segnò il destino di circa trentamila dissidenti o sospettati tali (tra uomini, donne, giovani, preti, suore) spariti nel nulla a opera del regime militare.
«La questione del male nella vita degli uomini e dei popoli mi inquieta e mi addolora», dice Lorenzo Marotta. «Soprattutto quando ha il volto dell’inganno e del potere. Mi chiedo, senza trovare risposte definitive, come si possano pianificare con lucidità e ferocia tanti crimini contro l’umanità. In questo caso trentamila vittime fatte sparire con i famigerati voli della morte e più di cinquecento bambini nati da donne detenute, fatti passare con documenti falsi come figli naturali di famiglie legate al regime Videla. Storie di identità negate o spezzate, come quella raccontata da Victoria Donda nel libro “Il mio nome è Victoria”, che io ricordo nel mio “Mailén una verità nascosta”».
È una storia avvincente, quella di “Mailén”; offerta con una scrittura fluida e narrata dal punto di vista di uno scrittore a cui viene affidato il difficile compito di raccontarla. Una storia che – come accennato – nasce negli anni Settanta, in Argentina.
C’è questa bella studentessa di diciotto anni, che con un gruppo di giovani, organizza una forma di opposizione al regime. Si chiama Brigitte e, assieme agli altri, protesta contro il provvedimento del governo Videla che limita alcuni diritti acquisiti dagli studenti. Brigitte, tra le altre cose, è l’unica figlia di un ex collaborazionista tedesco del regime di Hitler, rifugiatosi a Buenos Aires dopo la caduta del Terzo Reich. «Brigitte è una ragazza bella e solare», racconta Marotta. «Frequenta l’ultimo anno di scuola superiore e si nutre di letture sulle Grandi Rivoluzioni che acuiscono la sua ansia di libertà e di giustizia sociale. Il suo idolo è Che Guevara e la sua lotta per la liberazione dei popoli dallo sfruttamento. Fierezza, passione e studio ne fanno una leader dal grande carisma, malgrado le idee reazionarie del padre».
Brigitte viene reclusa in un campo di detenzione segreto e diventa una vittima del regime. Il suo carnefice si chiama Jorge Gonzales, il comandante del campo (mosso da un’attrazione fisica irresistibile e da un sentimento malato che prova nei confronti della ragazza). Prima di sparire nel nulla, Brigitte dà alla luce Mailén… che viene poi affidata a una coppia di siciliani, Maria e Michele, emigrati in Argentina nel dopoguerra per sfuggire a fame e miseria. Da adulta Mailén diventerà un’attrice e dovrà fare i conti con questa “verità nascosta”.
Il libro è dedicato a Bergoglio, Papa Francesco, che Lorenzo Marotta definisce “un argentino coraggioso”. «Il romanzo non fa sconti nel denunciare le responsabilità della Chiesa ufficiale nel sostegno alla dittatura dei generali», sottolinea l’autore. «Tuttavia molti furono i religiosi che subirono la prigionia, la tortura e la morte. Padre Bergoglio, a quel tempo Provinciale dei Gesuiti, si adoperò per salvare alcuni confratelli. Malgrado qualche maldicenza, Bergoglio soffrì quel triste periodo storico, facendo di tutto per aiutare le vittime del regime Videla. Avere dedicato a Lui come argentino coraggioso il libro, è stato, in tempi non sospetti, un omaggio a tutte le vittime».
“Nunca Más!”, è uno dei motti di questo romanzo. Significa: “Mai più!”. Perché, se da un lato non possiamo chiedere alla narrativa di sconfiggere i mali dell’umanità, dall’altro – lo ribadiamo – raccontare storie come quella di “Mailén” contribuisce ad accrescere conoscenza e consapevolezza: elementi necessari perché certi orrori non tornino a ripetersi.

[articolo pubblicato sul quotidiano “La Sicilia”]

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Massimo Maugeri cura Letteratitudine (blog, news, radio)

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