49. Alle porte

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Il mondo era ormai un concentrato di violenza. I siti di notizie s’ingolfavano di cronache e immagini di assassinii perpetrati per motivi diversi, ma con la stessa ferocia disumana. L’azione del demonio si faceva più chiara: in primo luogo nelle stragi collegate al fondamentalismo religioso, che rivelava sempre più la sua matrice politico-sociale. L’ingiustizia, eretta a sistema, non poteva non essere foriera di danni irreparabili, a meno che, a livello mondiale, non si fosse deciso di invertire la rotta verso l’autodistruzione. Sull’onda di media rapidissimi e invasivi, le distanze abissali tra paesi ricchi e poveri risaltavano in tutta la loro assurdità. Diventava insopportabile il pensiero che pochi egoisti detenessero l’intero potere nelle mani, depredando in modo insaziabile i beni che avrebbero ridato dignità all’altra parte del mondo. Se non si fosse posto rimedio a tutto questo, il mondo si sarebbe avviato a una rovina inevitabile. All’orizzonte potevamo intravedere l’intenzione di Dio: dar vita a una nuova umanità, sensibile al suo orientamento di Padre generoso, attento ai bisogni dei suoi figli. Sempre più le nazioni sarebbero state provocate a far loro lo sguardo di Dio, la compassione per ogni sua creatura.
Anche noi procedevamo nella nostra ricerca guidati dalla grazia, spinti a superarci per attingere al cuore del Progetto, a una luce abbagliante sullo sfondo tenebroso della violenza umana. Gli occhi di Cristo e il ghigno del demonio erano i poli tra cui il mondo pendeva, sul baratro inquietante di un futuro avvertito ormai alle porte.

5 pensieri su “49. Alle porte

  1. Poli opposti: il ghiaccio dell’odio, il fuoco dell’amore. Sembra sempre prevalere il “ghiaccio”, forse perché fa più rumore ma c’è tanto “fuoco” nel mondo grazie al quale l’umanità riesce ancora a sperare . A questo fuoco dobbiamo credere, questo fuoco dobbiamo alimentare.

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  2. Non è utopia accogliere il Progetto di umanità, esserci senza dovere, ma soltanto perché lo vogliamo. Ogni momento e luogo e persona sono ideali per cominciare. Ogni occasione persa fa male.

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  3. Il primo tentativo di dar vita ad una NUOVA UMANITA’ lo troviamo nelle SACRE SCRITTURE:” IL DILUVIO UNIVERSALE” , proposta di DIO ad una purificazione dell’umanita’,cercando di salvare “il salvabile” di quel mondo che gia andava disperdendosi;
    …e ripartiamo con i reduci dell'”ARCA”.
    il secondo tentativo,(a quanto di mia conoscenza)viene proposto, viene OFFERTO all’umanita’ in quel DONO di se’ STESSO, fattosi UOMO in Suo figlio, GESU’ CRISTO!
    Alla luce dei tempi correnti,risulterebbe vano quel supremo SACRIFICIO sulla Croce
    a prendere su di SE’ il peccato del mondo.
    Dunque, il cuore di pietra di certa umanita’ ci lascia perplessi rispetto la riuscita di quel tentativo di realizzazione della NUOVA UMANITA’.
    …e la ricerca diventa sempre piu’ difficile, quasi una “caccia al tesoro”,nella speranza di trovare nell’uomo quella breccia attraverso la quale possa insinuarsi il barlume di luce che possa portare lo stesso allo Splendore di una Grazia che riesca a condurlo dentro IL PROGETTO che il CREATORE ha stabilito per ogni Sua creatura.
    La Scrittura insegna,i Profeti insegnano;CRISTO ha insegnato; dove prorompe troppo l’uomo,volendosi sostituire a DIO, qualsiasi apocalisse puo’ diventare “panacea” per il bene dei…sopravvissuti, nella certezza che sara’ seguita da quel “DAY AFTER” di purificazione nella Grazia, nella Gioia,nella GLORIA della realizzazione del PROGETTO
    dove si apriranno finalmente “CIELI NUOVI e TERRA NUOVA” per la TERRENA resurrezione dell’UOMO NUOVO dopo un vero ” SCHUB” (teshuvà) che portera’ l’uomo vecchio ad un “metanoeò”(rinnovamento-ravvedimento),nell’incontro di un AMORE con il PADRE di questa martoriata umanita’.
    LO sguardo dell’UOMO della SINDONE offre ai nostri cuori le risposte che l’uomo non sempre e’ in grado di darci; FEDE SPERANZA,CARITA’ sono gli strumenti che possono aprire la strada della salvezza di ogni umanita’…..da sempre!!!

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  4. Inversione di tendenza, fare macchine indietro per evitare l’impatto e soprattutto per dimostrare a Dio di aver capito che l’egoismo Lo indigna, che nel Progetto non si entra senza cancellarlo e che il lavoro di satana (povero diavolo) è istancabile ma non infinito. Se sia veramente alle porte l’epilogo perfetto non è dato sapere. Lo scenario sembra però presagirlo.

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