La libera e valente fanciullezza delle Donne. Su “Eterne adolescenti”, di Susanna Schimperna

Schimperna
Resoconto breve su Eterne Adolescenti di Susanna Schimperna, presentato all’Isola Tiberina di Roma

di Michele Caccamo

Era come fossimo seduti attorno ai fuochi, e il Tevere avesse una strana costa: questa sera nostalgica.
Era come se il tempo non potesse dare alcuna sentenza inequivocabile, ma che anzi tutto fosse ancora possibile: si stava testimoniando la conoscenza e l’amore, la luce quella vera dell’evoluzione. Le voci avvicinavano gli argini del fiume, e noi si aspettava il diritto vivo della parola.
Susanna stava per farci entrare nel regno dei regni, nell’anima delle Donne. Con Eterne adolescenti ha preparato le stanze per le gemme preziose o le rose sfiorenti; la speranza per quei cuori bianchi e feriti, sanguinati e assorbiti dall’inquietudine. Ha aperto ai nostri occhi i sogni votivi di ognuna di loro: le piccole storie di scienza umana: che a raccontarle viene meno la paura, viene meno la delusione.
Eterne adolescenti è ricco di storie di cime e radici, volanti e poi ferme. Così, Susanna ha aperto un teatro, e ogni Donna ha indossato la vita, ci ha rivelato la mano innocente che unisce e ci porta fuori dalle dispute: perché ogni Donna si sappia ha una libera e valente fanciullezza.
E ne hanno parlato gli ospiti della serata. Il Poeta Antonio Veneziani che ha voluto sposare la franchezza e la prosa nobile della scrittura di Susanna. E ha reso con la passione dei puri il vivo sofferente degli umani; ha disposto la requie alla convenzione. Ha insistito sull’adunanza delle colpe individuali: perché lo siamo responsabili dei crimini altrui. Emanuela Irace, puntuale narratrice della natura del libro: attenta a ogni richiamo voluto da Susanna, qualcuno bellamente nascosto. Non ha sventolato bandiere femminili né rivendicazioni di disperate, ha invece descritto il modo di avere coraggio in questa contemporaneità che confonde e ci confonde. E poi l’attrice Rosa Pianeta, ferma solida bella, che ha letto i passaggi di una storia appigliata al dolore. E ancora l’eleganza di Barbara Scoppa, sovrana nella recitazione, con le curve perfette nel timbro della voce.
Sembrava che tutti quanti coltivassero un piccolo grano d’erba, per farci vedere il favoloso giardino di Susanna.
Eterne adolescenti ha risolto l’esilio formale delle Donne, l’oppressione del ruolo domestico, le questioni politiche e private; ha liberato l’equivoco della superiorità di sesso con l’assegnazione di un’abbondante Bellezza all’intimo e ai sentimenti fragili, che tutti abbiamo. Ci ha detto che la conciliazione è l’universo immediato e disponibile. E che in fondo crescere, schiavi del progresso, non è tutta questa meraviglia. E che la civiltà è ancora in tempo per il tempo felice. Che in tutte queste fatiche salva sia l’adolescenza eterna, per lucida priorità.

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