Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 16

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Federico García Lorca

Tutte le poesie e tutto il teatro

A cura di Claudio Rendina e Elena Clementelli

Edizioni integrali con testo spagnolo delle poesie a fronte

Newton Compton editori

Libro de poemas
Poesie

1918/1920

A mi hermano Paquito
A mio fratello Paquito

Parole di giustificazione

In questo libro (tutto ardore giovanile e tormento e ambizione senza misura) offro l’esatta immagine dei miei giorni di adolescenza e gioventù, quei giorni che collegano l’istante di adesso con la mia stessa infanzia recente.
In queste pagine disordinate c’è il riflesso fedele del mio cuore e del mio spirito, imbevuto dei colori che gli fornì, possedendoli, la vita palpitante intorno, appena nata per il mio sguardo.
La nascita di ognuna di queste poesie che hai tra le mani, o lettore, si concilia con lo spontaneo sorgere di un nuovo germoglio dell’albero musicale della mia vita in fiore. Sarebbe una sciagura disprezzare quest’opera che è così unita alla mia stessa vita.
Riguardo ai suoi errori e ai suoi chiari limiti, questo libro avrà la virtù, tra molte altre che io avverto, di ricordarmi in ogni istante la mia infanzia appassionata scorrazzante nuda per le praterie di una pianura sullo sfondo di una montagna.

FGL

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Francisco Tárrega, Lagrima
Per-Olov Kindgren, chitarra

Claude Monet
La quercia Bodmer nella foresta di Fontainbleau

Quercia

Sotto la tua casta ombra, vecchia quercia,
voglio esplorare la fonte della mia vita
e scavare dal fango della mia ombra
lirici smeraldi.
Getto le mie reti nelle acque torbide
e le tiro fuori vuote.
Nell’abisso del fango tenebroso
stanno le mie gemme!

Affonda nel mio petto i tuoi santi rami,
o solitaria quercia,
e lascia nell’abisso della mia anima
i tuoi segreti e la tua cauta passione!

Questa tristezza giovanile passa,
lo so! L’allegria
un’altra volta lascerà le sue ghirlande
sulla mia fronte ferita,
anche se mai le mie reti pescheranno
la nascosta gemma
d’incosciente tristezza che brilla
in fondo alla mia vita.

Ma il mio grande trascendentale dolore
è il tuo dolore, quercia.
È lo stesso dolore delle stelle
e del fiore appassito.

Le mie lacrime cadono a terra
e, come le tue resine,
corrono sulle acque del gran fiume
che va verso la notte fredda.
Ed anche noi cadremo,
io con le mie gemme
e tu coi rami pieni di invisibili
ghiande metafisiche.

Non m’abbandonare mai coi miei dolori,
scheletrica amica.
Cantami con la tua bocca vecchia e casta
una canzone antica,
con parole di terra intrecciate
all’azzurra melodia.

Getto le reti un’altra volta
nella fonte della mia vita,
reti fatte con fili di speranza,
nodi di poesia,
e raccolgo pietre false nel fango
di passioni addormentate.

Col sole d’autunno tutta l’acqua
della mia fontana ha un tremito,
e vedo fuggire da me
la quercia che non ha radici.

1919

***

Encina

Bajo tu casta sombra, encina vieja,
quiero sondar la fuente de mi vida
y sacar de los fangos de mi sombra
las esmeraldas líricas.
Echo mis redes sobre el agua turbia
y las saco vacías.
¡Más abajo del cieno tenebroso
están mis pedrerías!

¡Hunde en mi pecho tus ramajes santos!,
¡oh solitaria encina,
y deja en mi sub-alma
tus secretos y tu pasión tranquila!

Esta tristeza juvenil se pasa,
¡ya lo sé! La alegría
otra vez dejará sus guirnaldas
sobre mi frente herida,
aunque nunca mis redes pescarán
la oculta pedrería
de tristeza inconsciente que reluce
al fondo de mi vida.

Pero mi gran dolor trascendental
es tu dolor, encina.
Es el mismo dolor de las estrellas
y de la flor marchita.

Mis lágrimas resbalan a la tierra
y, como tus resinas,
corren sobre las aguas del gran cauce
que va a la noche fría.
Y nosotros también resbalaremos,
yo con mis pedrerías,
y tú plenas las ramas de invisibles
bellotas metafísicas.

No me abandones nunca en mis pesares,
esquelética amiga.
Cántame con tu boca vieja y casta
una canción antigua,
con palabras de tierra entrelazadas
en la azul melodía.

Vuelvo otra vez a echar las redes sobre
la fuente de mi vida,
redes hechas con hilos de esperanza,
nudos de poesía,
y saco piedras falsas entre un cieno
de pasiones dormidas.

Con el sol del otoño toda el agua
de mi fontana vibra,
y noto que sacando sus raíces
huye de mí la encina.

1919

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