Lettera tardiva a Mia Martini

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di Michele Caccamo

Potessi aspetterei duemila o più di tremila anni pur di poterti cercare. Per poterti chiedere come sei poi riuscita a levarti di dosso la polvere dell’ostilità umana.

Per chiederti come adesso vedi gli asini e gli sciocchi: proprio quelli che hanno pianto quando sei partita, quelli che ti hanno creduta Donna illegittima; proprio quelli che ti hanno riempita di amaro le narici e le vene; quelli che ti hanno portato in dono le coppe colme di acido zecchino.

Per chiederti se il vento dall’universo abbia saputo rendere più dolce il tuo morire.

[continua a leggere]

Un pensiero su “Lettera tardiva a Mia Martini

  1. parole toccanti,una lettera come questa penso che idealmente gliel’abbiano inviata in tanti,tutti coloro che al di là di tendenze varie musicali hanno saputo apprezzare quella voce così graffiante e al tempo stesso dolce e quella persona semplice e fragile quale è stata Mimì

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