Terrae Motus

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Saremmo partiti senza indugio,
ti ricordi? Come smaniavi, sempre,
sulla sedia, che turgida di luci
procedeva a zig zag, tra le poltrone
e il comò infarcito di statuine
di Gesù e Padre Pio. Ma stamattina
preghiamo tutti e due, fra cielo e terra,
per gli amici di Norcia, di Amatrice,
per la storia che trema, le avvisaglie
di un’epoca che Dio sta partorendo.

9 pensieri su “Terrae Motus

  1. Da qui, dal Sur de Chile, terra provata duramente dai terremoti, da Valdivia, città devastata nel 1960 dal più forte terremoto della storia, il pensiero corre alla mia Patria lontana, alle vittime, ai feriti, alle famiglie distrutte nell’animo e nelle cose… Il mio cuore è lì con voi, con la preghiera e la commozione.
    Luigi Maria

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  2. La vita non è una proprietà, la si può solo gestire al meglio. Fra polvere sangue e macerie non abbiamo certo scelto, corpi e sentimenti sono accatastati,in fila nell’incontro decisivo con l’amore Dato, vissuto, sperato. Che resta. Siamo,restiamo svegli!

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  3. Poveri amatriciani e tutti gli altri dei paesi colpiti e non colpevoli , prescelti, forse, ecco perchè meritevoli di preghiere a tenaglia, recitate con noi da un coro di santi senza minima tema che non siano efficaci.

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  4. Che pena ! Sembra rivivere il giorno di sette anni fa quando ci aggiravamo tra le macerie dell’Aquila.
    Una intensa preghiera per le vittime ed i sopravvissuti.

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  5. La vita non e’ la linea diritta e ascendente sognata da non so chi. E’ piuttosto una linea spezzata o sinuosa imprevedibile e sconcertante comunque segreta.Il vivere e’ il sapersi offrire agli avvenimentii, a superare il disorientamneto ed a mantenere , nello spirito di Cristo, la nostra strada mediante il senso che ognuno di noi dara’ all’avvenimento. Quando il ns pensiero si acquieta e ci ssntiamo sicuri, peoccupiamoci.!!!

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  6. Non so quale epoca stia per vedere la luce. Ma oggi penso al Dio in cui potrei credere, quello che ha partorito l’uomo capace di commozione e di solidarietà. Questo è il vero miracolo. Sono sicuro sia questo il Dio cui si affidava Don Mario, quello di tutti noi.

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  7. Voglio riscrivere ciò che è scomparso: Sono commossa anch’io di fronte alle manifestazioni di un uomo capace di compiere tanti sacrifici per il bene degli altri e, in altre occasioni, magari futili, tanto male. Ma solo Dio potrebbe capire e spiegare l’incredibile dicotomia. Ciao, Alfonso. Carla

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