LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

 

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Dio, lo Sport e i Vampiri

 

 

Non credo più in nulla. “Dio è morto, Marx pure ed io non mi sento tanto bene”, sentenziava Woody Allen. Non sono d’accordo. Personalmente confido ancora nello sport. Credo che in questa attività gli esseri umani riescano ancora ad esprimersi al meglio dei propri valori (al netto del doping). Pensate che questa sia retorica? Un po’ sì. Tuttavia, credo che ogni epoca di “ricostruzione” necessiti di una dose giusta di retorica.

indexProvate a cercare sulla rete l’arrivo drammatico di Gabriela Andersen-Schiess alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984. Stremata, l’atleta svizzera arrivò barcollando sul traguardo della marcia di 40 kilometri. Si classificò al 37° posto. Non c’era più gara. Eppure lei doveva portare a termine quella sua personale impresa. E vincere. Comunque. Anche in queste ultime in Brasile, durante i 5000 metri la neozelandese Nikki Hamblin e l’americana Abbey D’Agostino si ostacolano a vicenda, stramazzano a terra, poi terminano la gara insieme, dopo essersi vicendevolmente soccorse.

Credo che tra gli esseri umani circolino dei vampiri, assolutamente impermeabili e indifferenti a qualsiasi umanità. Come facciamo a scoprirli, mimetizzati e numerosi, nella folla di individui che ogni giorno incontriamo? Dovremmo avere uno specchio a portata di mano. In realtà, questo specchio è lo sport. Nello sport scopri se chi hai di fronte è davvero un essere umano. Chiunque fosse refrattario alle regole della convivenza, sleale e caino con ogni altro essere della propria specie, non riuscirebbe a ingannare la prova dello sport. E per sport intendo ogni attività di questo tipo: dall’oratorio alle olimpiadi.

Il doping ha alterato questa regola. La storia di Lance Armstrong è in questo senso davvero emblematica e quasi incredibile: vince sette volte il Tour de France grazie all’assunzione di Epo (bellissimo il film The Program di Stephen Frears), ha il tempo di ritirarsi dalle competizioni, infine gli ritirano i titoli, dopo la soffiata di uno dei suoi gregari. Più della politica, della religione, della letteratura, resta lo sport – non a caso con il suo intimo rapporto col corpo – a parlare di noi. Sarà per questo che Sfide un programma di Rai Tre sullo Sport è stato il più interessante e ben fatto programma “politico” degli ultimi tempi.

E se non ha avuto scampo Lance Armostrong, voglio ancora credere che Marco Pantani sia stato una vittima, un “partigiano” caduto in questa non dichiarata guerra di resistenza tra ciò che è vero e ciò che è falso, pura e semplice rappresentazione.

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