Un poeta astigiano: Padre Franco Mazzarello

A cura di Luigi Maria Corsanico

da qui

Vorrei ricordare una persona a me molto cara, che negli anni della mia adolescenza rappresentó, oltre che maestro spirituale, un esempio di vita e di grande amore per la natura e per la letteratura: il Padre Franco Mazzarello, nato a Costigliole d’Asti il 5 settembre 1913 e deceduto ad Aosta il 25 ottobre 1995.
Religioso somasco, sacerdote nel 1939, laureato in lettere classiche nel 1946, per tutta la sua vita esercitò la sua professione di insegnante nelle scuole della Congregazione somasca. Lo conobbi a Rapallo nel Collegio San Francesco e poi ad Entrèves di Courmayeur, dove proseguì il suo insegnamento nel Liceo scientifico statale di Aosta fino al 1983.

Religioso coltissimo, appassionato della poesia italiana ed in particolare di Dante, collaboratore delle riviste divulgative e storiche della Congregazione, compose diverse opere in prosa, come una biografia di San Girolamo Emiliani, fondatore della Congregazione, “Lo chiamavano Padre”, alcuni studi su Dante tra cui “Maria nella Divina Commedia”, una bella raccolta poetica intitolata “I canti della speranza”, pubblicati dall’Editrice Studio e Vita, a Rapallo nel 1967. Da questa raccolta ho tratto il poema che presento e che recito, dedicandolo alla sua bella anima, mai dimentico dei suoi insegnamenti, nelle lunghe escursioni in montagna, nel gruppo del Monte Bianco, che erano occasione non solo di contemplazione del Creato, ma di ascolto della Parola: ho ancora il dono di poter sentire nel mio intimo la sua voce, profonda e rassicurante per un adolescente che iniziava il viaggio della vita consapevole.

Grazie caro Padre Mazzarello!

Il canto del mare

O mare,
creatura di Dio,
voglio ancora ascoltare
in silenzioso oblio
della varia vita,
il tuo perenne divino cantare.

O mare,
creatura insonne,
giovane eterno che ti agiti
come il mio spirito,
io vengo sul tuo lido
sonante, e su gli scogli,
che baciando e flagellando
rodi, godo meditare.

Io piango e tu piangi:
negli anfratti delle rocce rose
dal tuo salmastro, ai piedi
delle muscose
scogliere piene di vita,
ti sento piangere e singhiozzare,
e dal tuo pianto
intanto
mi pare
di sentirmi consolare.
Io rido e tu ridi:
l’onda tua birichina
su la roccia carezzata
scintilla e si sciorina,
mi lancia una risata
fresca ed argentina,
mi guarda e mi sorride,
poi fugge graziosa
sbrigliata e spensierata
come una bambina.

Mi adiro e ti adiri:
con la schiuma sulle labbra
schiaffeggiando vai le sponde,
in vorticosa danza
le vive navi
furibondo aggiri
e giù le attiri
nel vuoto vortice profondo.
S’alza l’onda pel vento,
s’abbassa, in alto
ritorna, è sospinta,
sospinge, guizza,
si protende, inciampa,
vacilla,
si rovescia,
percuote, bianca
rimbalza, ricade,
si rompe, si compone,
scintilla,
riscintilla,
si frange
con un urlo sullo scoglio
in un mare di petali
di camomilla.

Io amo e tu ami:
la tua onda amorosa
carezzando si abbandona
sulla roccia muscosa
piena di vita
e il bacio dona a un’infinita
di esseri famiglia.

O mare,
insonne mare
quell’armoniosa
melodia di amor che canti,
le risa e gli urli e i pianti
ascolto, e l’infinito
chiaro azzurro del cielo
e il cupo tuo ammiro,
la salmastra brezza respiro,
e penso,
o mare,
insonne mare,
che un solo spirito immenso
ci pervade e ci fa cantare.

9 pensieri su “Un poeta astigiano: Padre Franco Mazzarello

  1. Pingback: Un poeta astigiano: Padre Franco Mazzarello — La poesia e lo spirito | alessandrapeluso

  2. Non mi sono mai permesso di entrare nel merito di una opinione e tanto meno di giudizio da quando ascolto su “LPELS” le “narrazioni” recitate da Luigi;
    Pur sempre estasiato dalla voce e dall’enfasi che esprime il “narratore” in tutti i precedenti postati qui, nella fattispecie le opere del grande Garcia Lorca.
    Ebbene, ho LETTO ” IL CANTO DEL MARE”, proposto, mi sembra di capire, da Luigi stesso, e mi e’ molto piaciuto l’andare che Padre Franco Mazzarello offre al lettore in questa sua poesia.
    Dalla breve biografia, del quale Luigi ci offre uno spot, si comprende che abbiamo a che fare con un grande personaggio,(letterariamente parlando)!
    Ma la ‘botta’ mi e’ arrivata, mi ha scosso, mi ha aperto alla comprensione del sentimento del ‘poeta’, nell’ascolto dell’opera alla lettura di Luigi Maria:
    La sua interpretazione mi ha tuffato ( parlando di mare) in una dimensione che veramente mi ha trasmesso ,quasi quasi ,il sentimento del poeta in procinto dello scrivere l’opera: “Mi ha fatto sentire onda di quel mare,scoglio, vortice,roccia che riceve schiaffo e bacio dall’onda fragorosa,…indefinibile,caro Luigi,il sentimento trasmesso, e quanto la tua lettura riesca a”introdurmi” nella realta’ ascoltata.
    Una forza della natura…la forza di quello spirito che ci ‘pervade’ e ci fa cantare, ci fa sperare..e ci fa amare l’Autore di questa Creazione.
    GRAZIE, grazie Luigi; una voce, una interpretazione che riesce sempre a trasmettere i sentimenti di ogni autore;
    una voce e una narrazione che riesce a creare un varco nel cuore e nella mente di qualsiasi ascoltatore;
    …perche’ a volte…leggere e’ limitativo!!!

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  3. Ringrazio tutti per l’accoglienza riservata a questi versi! In particolare rispondo ad Alfonso, ringraziandolo per il suo commento (definirlo così è limitativo… direi piuttosto una “esegesi”), grato doppiamente per l’ascolto attento e per la condivisione dei sentimenti! Mi permetto un abbraccio a te Alfonso, esteso a tutti i cari amici del blog! Luigi Maria.

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