La luna e i calanchi. Dal 20 al 25 agosto il Festival della Paesologia di Aliano (MT)

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Dal pomeriggio del 20 agosto alla mattina del 25 agosto ad Aliano, in provincia di Matera, si svolge LA LUNA E I CALANCHI, quarta edizione della Festa della paesologia.
Ad Aliano fu esiliato Carlo Levi, autore del bellissimo Cristo si è fermato ad Eboli. Il paese è circondato da un paesaggio suggestivo, unico in Italia. Ma è anche un paese che ha investito con molta decisione sulla cultura. Aliano è tra le ventuno località che si sono candidate a capitale italiana della cultura per il 2018.
La festa è ideata e condotta da Franco Arminio, autore di diversi libri sulla paesologia, disciplina da lui stesso inventata. Arminio in Lucania si occupa anche della strategia nazionale delle aree interne. È referetente tecnico della Montagna Materana, l’area prescelta come progetto Pilota. Questo per dire che non si tratta solo di un evento estivo, ma di un’azione che si incrocia con altre azioni in atto in Basilicata.
La caratteristica indiscutibile della festa è la sua originalità. Uno spazio insieme politco e poetico. Una festa della letizia pensosa, perché c’è pensare ai luoghi e alle persone, bisogna mettere sogno e ragione nelle nostre giornate fitte di incontri, ma povere di senso.

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Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 17

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a cura di Luigi Maria Corsanico

FEDERICO È VIVO!

A ottant’anni dall’uccisione di Federico García Lorca,
fucilato all’alba del 19 agosto 1936.

«Federico García Lorca fu una creatura straordinaria. Creatura questa volta significa più che uomo. Federico infatti ci metteva in contatto con la creazione, con questo tutto primordiale dove risiedono le fertili forze. Quell’uomo era prima di tutto sorgente, freschissimo zampillo di sorgente, trasparenza originaria alle radici dell’universo». Continua a leggere

I gatti di Bukowski

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di Guido Michelone

Linda Lee Bukowski vedova del bizzarro scrittore americano (1920-1994), l’anno scorso dà alle stampe un nuovo libro postumo del marito, On Cats, che raccoglie poesie e frammenti sull’animale da loro più amato, al punto da arrivare a possederne nove esemplari nella piccola villetta californiana. Continua a leggere

56. Servirò

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Don Mario era entrato. E quando entrava lui, la scena cambiava, il vento della fede riportava vita, riaccendeva i colori, ridava respiro alla speranza. Il suo dono, a ben vedere, era sempre lo stesso: un’esistenza aperta, disponibile a Dio. Anche questa volta ci lasciava in dote un’intenzione profonda, in antitesi all’azione demoniaca, ribelle, maledetta: il terribile non serviam, il no di satana al Progetto di Dio, l’odio per l’opera da compiere, allora come ora. In fondo, lo spirito impuro comunica sempre quel rifiuto, la sfida titanica al disegno di bene del Signore. La situazione storica in corso rifletteva questo sentimento, la trasgressione come principio generale, l’ignoranza del limite, l’anarchia dei valori, ridotti a gusto personale. La Chiesa rischiava, a volte, di accrescere la confusione, cancellando i pochi punti fermi di un’etica allo sbando. Tutto questo discendeva dalla presa di posizione del Nemico, formulata nella notte dei tempi: non serviam, non servirò, non voglio piegarmi al volere del Creatore. Ma ecco che don Mario ci veniva in soccorso, a bordo della sedia sferragliante, comunicava il suo intenso desiderio di obbedire al piano divino-umano del Figlio Crocifisso e Risorto. Così sentimmo, nel profondo del cuore, la stessa ispirazione; le stesse parole salivano alle labbra col medesimo slancio: voglio servire te, Signore. I residui di negatività si bruciavano in questo voto di ubbidienza, l’energia buona del cosmo rifluiva nei polmoni e dava ossigeno al nostro ideale appena nato. Servirò, servirò Te solo, Signore, perché la tua bellezza salvi il mondo.

La ‘poesia’ della scienza. Riflessioni su tre libri bio-divulgativi

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di Guido Michelone

Da ‘vecchio’ umanista quale mi reputo, per le mie brevi vacanze marittime, ho voluto leggermi, oltre romanzi, poesie e graphic novel, anche tre testi scientifici o per meglio dire tre libri che hanno a che fare con la scienza (in particolare la biologia): i primi due sono recenti e divulgativi, il terzo è un classico di tutti i tempi in una nuova bella riedizione bilingue. Continua a leggere

Quando cadono le stelle di Gian Paolo Serino

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di Guido Michelone

“(…) un grande show di uomini e donne che hanno vissuto, creduto, sbagliato, pianto, sofferto, hanno abusato di se stessi o della loro fama, hanno mentito, hanno amato e sono stati amati tanto quanto hanno odiato, hanno perso e hanno vinto, ma non sono mai morti”. Con queste parole si conclude il nuovo libro di Gian Paolo Serino, che sembra di proposito riassumere quanto scritto in ogni pagina antecedente: un libro anomalo, ma proprio per questo genialmente originale, fin dalla scelta del genere letterario a metà strada fra saggio, romanzo, raccolta di racconti con un filo conduttore. Continua a leggere

Lettera da Berlino

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di Stefanie Golisch

In questa città di laghi e alberi, di morbido terreno sabbioso non può succedere
nulla di male.
Il bosco protegge gli uomini che credono in esso: la sua antica sapienza,
la sua forza di sopportare tutti i mali.
Il bosco come teatro di guerra, teatro d’amore, luogo intimo di maghi e
di ibridi che vivono nella logica incontestabile di miti e fiabe.
Forse un tempo erano loro i padroni del mondo,
forse sono morti, forse il loro tempo presente non può finire.
Vado per il bosco con passo leggero, fiduciosa.
La luce respira lentamente, respiro lentamente anche io, silenziosa nel silenzio,
eppure sempre io, pesante di vita, condannata ad essere tante cose, tutte
contemporaneamente.
Mai come gli alberi, destinati ad essere sempre e solo se stessi.
Loro non hanno bisogno di me.
Loro sono, io vedo, mi vedo, faccio, mi vedo fare, penso, mi vedo pensare.
Una passeggiata mattutina carica di sogni notturni e realtà luminosa,
leggera che mi vuole altrettanto leggera.
So distinguere.
So troppe cose. Continua a leggere

LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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Italiani fortunati (oggi). Gli europei ieri.

Quando si pensa che il terrorismo e il terrore in Europa sia una novità ha memoria corta. Oppure non sa cosa è accaduto in Italia tra il 1970 e la prima metà degli anni ’80. Ho addirittura ascoltato un giornalista – l’aggravante è che fosse italiano – dire che l’Italia è fortunata. L’Italia sarebbe fortunata oggi perché non (ancora) toccata dal terrorismo islamista.

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Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 16

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Federico García Lorca

Tutte le poesie e tutto il teatro

A cura di Claudio Rendina e Elena Clementelli

Edizioni integrali con testo spagnolo delle poesie a fronte

Newton Compton editori Continua a leggere

Il professore brasiliano. Riflessione sul nuovo romanzo di Cristovão Tezza

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di Guido Michelone

Se per meglio comprendere il contesto socioculturale in cui avvengono le attuali Olimpiadi – Rio de Janeiro 2016 – si volesse leggere un libro emblematico, la scelta potrebbe tranquillamente riguardare La caduta delle consonanti intervocaliche, di recente proposto da Fazi Editore. L’originale data 2013 ed è opera di Cristovão Tezza, forse il massimo romanziere brasiliano vivente, mentre il titolo originale O professor – letteralmente il professore – riflette meglio l’argomento del libro, oltre a essere in patria una trovata di marketing decisamente popolare rispetto all’elitaria soluzione italiana; di certo puntare su un accostamento di parole ignote ai più – quanti sanno cosa siano le consonanti intervocaliche? – significa respingere un pubblico di massa, puntando invece su un lettore minoritario, colto, erudito, magari abituato ai romanzi dove la forma (ricerca, sperimentazione, lavorio attorno a linguaggio, prosa, sintassi) risulta parte integrante del tessuto narrativo. Continua a leggere

55. Don Mario

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Fare il punto: era per noi un’esigenza prioritaria e propedeutica rispetto a ogni altra scelta. Lo scenario si andava chiarendo sempre più: confusione e ignoranza la facevano ormai da padrone, mentre un panico inconscio s’insinuava nel cuore della gente. Le notizie di basi terroristiche in Italia si moltiplicavano, e non era più logico pensare che tanto avrebbero colpito qualcun altro: volenti o nolenti, si era costretti a vederci nella stessa barca. Teoricamente, ciò avrebbe dovuto favorire la solidarietà e la condivisione; praticamente, accentuava ancor più il ripiegamento su se stessi, il proprio clan, l’interesse personale. Forse proprio tale ostinazione rendeva necessario lo sconvolgimento degli schemi, il rimescolamento di tutti gli elementi della società. Si capiva, anche, come solo da questa prova estrema potesse sorgere un modo nuovo di giudicare la realtà, emancipato dagli oggetti, dagli status symbol, dai trucchi vecchi e nuovi per uscire vincitori nella competizione globale, che l’Occidente aveva assunto come criterio guida. Eravamo coscienti della missione assegnataci in questa giungla inestricabile di pseudo valori: mostrare le chiavi per aprire la porta della vita, tornando a concepire qualcosa di umano e di divino: le virtù teologali di fede, speranza e carità, l’insegnamento inossidabile del nostro don Mario che ci assisteva dall’alto giorno dopo giorno, al punto che sembrava di avvertire ancora lo scricchiolio della sua sedia, il segnale acustico con cui ogni volta ripartiva nelle scorribande dell’ultima dozzina d’anni della sua incredibile esistenza.

SUL TAMBURO n.23: Roberto Arlt, “Un viaggio terribile”

Roberto Arlt, Un viaggio terribileRoberto Arlt, Un viaggio terribile, a cura e con una postfazione (Roberto Arlt, o l’arte di inventare) di Luigi Marfè, Siena, Radio Londra Edizioni, 2015

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di Giuseppe Panella

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Non è ancora il tempo di una sintesi compiuta riguardo il lavoro intellettuale e la produzione letteraria di Roberto Arlt (Buenos Aires, 1900-1942). Nonostante un nutrito gruppo di benemerite traduzioni (o nuove traduzioni) dei principali romanzi dello scrittore di origine tedesca soprattutto nell’ambito del progetto Sur di collaborazione culturale italo-argentina e nonostante l’interesse per Arlt risalga già agli anni Settanta quando I lanciafiamme, I sette pazzi e Il giocattolo rabbioso furono tradotti per Bompiani e Savelli (io li lessi, infatti, in queste edizioni), un’ampia parte della sua opera è ancora in attesa di essere conosciuta in ambito italiano. Mancano all’appello i testi teatrali e le sceneggiature, ad esempio, molti scritti giornalistici e parte dei racconti1

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Attendere

di Roberto Plevano

§ Attendere
Lambretta
Così Luca P. aveva una moto. Cocco di mamma, gliela avranno regalata per avere fatto il minimo di quel che si aspetta: uscire dal liceo. Come se fosse una cosa difficile, un merito speciale. Li conosco IO, i viziatissimi fighetti paraculi del centro… Bella gente, simpatici, sì… come un morso di vipera sulle palle. IO, a sedici anni, ho passato un’estate miserabile a fare il cameriere in pizzeria, da solo, mica mi sono mai aspettato qualcosa dagli altri, o dal cielo. I miei amici? A Jesolo, dietro le tedeschine! Bitte, bitte, Fräulein… Tutto per una Lambretta di quinta o sesta mano, che neanche Mandrake ci avrebbe rimorchiato, con quella.
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Il Premio Cerreto al nostro Giuseppe Panella

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PRATO. La città che premia se stessa attraverso le sue eccellenze artistiche, pratesi di nascita o per aver scelto Prato come luogo di vita e di lavoro contribuendo ad accrescerne il valore. E’ questo, in sintesi, il significato del premio “Cerreto” giunto all’ottava edizione e che giovedì 4 agosto è stato consegnato al professor Giuseppe Panella, docente di Estetica alla Scuola Normale Superiore di Pisa.
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La libera e valente fanciullezza delle Donne. Su “Eterne adolescenti”, di Susanna Schimperna

Schimperna
Resoconto breve su Eterne Adolescenti di Susanna Schimperna, presentato all’Isola Tiberina di Roma

di Michele Caccamo

Era come fossimo seduti attorno ai fuochi, e il Tevere avesse una strana costa: questa sera nostalgica.
Era come se il tempo non potesse dare alcuna sentenza inequivocabile, ma che anzi tutto fosse ancora possibile: si stava testimoniando la conoscenza e l’amore, la luce quella vera dell’evoluzione. Le voci avvicinavano gli argini del fiume, e noi si aspettava il diritto vivo della parola.
Susanna stava per farci entrare nel regno dei regni, nell’anima delle Donne. Con Eterne adolescenti ha preparato le stanze per le gemme preziose o le rose sfiorenti; la speranza per quei cuori bianchi e feriti, sanguinati e assorbiti dall’inquietudine. Ha aperto ai nostri occhi i sogni votivi di ognuna di loro: le piccole storie di scienza umana: che a raccontarle viene meno la paura, viene meno la delusione. Continua a leggere

Da una festa popolare, Libera Candida.

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di Michele Caccamo

E ci sono poi finto in un campo aperto dell’Abruzzo, nell’erba indebolita dal sole. E con gli alberi di fronte senza vento come fossero legati per le ali. Intorno le altre cose sembravano lasciate all’abbandono del silenzio.
Le luci sul palco erano degli occhi splendenti, come le stelle ancora più in alto. E mi attraversavano, davvero come tagli di gioia. Continua a leggere

Il Tempietto, la musica e Santa Maria in Portico in Campitelli

Campitelli
Protetta dall’immagine di Maria Porto Della Sicurezza Dei Romani nel Chiostro di S. Maria in Portico in Campitelli a Roma, nel mese di luglio, si è svolta un’ originale kermesse, unica nel suo genere, ideata da Angelo Filippo Iannoni Sebastianini e da Anita Tiziana Laura Napolitano. Poeti, scrittori, musicisti, compositori, attori hanno vita ad un piacevole incontro tra parola e musica. Continua a leggere