Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 20

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Federico García Lorca
Poesie
Libro de poemas, Suites

A cura di Claudio Rendina
Testo spagnolo a fronte
Newton Compton editori

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Augustin Barrios Mangoré
Una limosna por el amor de Dios
(La última canción)

John Williams, chitarra

Realizzazione immagini di Luigi Maria Corsanico

Pioppo morto

Vecchio pioppo!
Sei caduto
nello specchio
dello stagno addormentato,
a fronte bassa
davanti al Tramonto.
Non fu il roco uragano
che abbatté il tuo tronco,
né l’ascia potente
del taglialegna,
che sa come tu torni
in vita.

Fu il tuo spirito forte
che invocò la morte
scoprendosi senza nidi,
dimenticato dai pioppi giovani del prato.
Accadde che eri assetato
di pensiero,
e la tua enorme testa centenaria,
solitaria,
ascoltava in lontananza
i canti dei tuoi fratelli.

Conservavi nel tuo corpo
la lava
della tua passione
e nel tuo cuore
il seme di Pegaso senza futuro.
Il terribile seme
di un innocente amore
per il sole del tramonto.

Quale profonda amarezza
per il paesaggio,
l’eroe della fronda
senza rami!

Non sarai più la culla
della luna,
né il magico sorriso
della brezza,
né il bastone di una stella
cavallina.
Non tornerà la primavera
della tua vita,
né vedrai le sementi
in fiore.
Sarai nido di rane
e di formiche.

Avrai come capelli verdi
le ortiche,
e un giorno la corrente
si porterà via la tua corteccia
con tristezza.

Vecchio pioppo!
Sei caduto
nello specchio
dello stagno addormentato.
Ti vidi cadere
nella sera
e scrivo la tua elegia,
che è poi la mia.

1920

***

Chopo muerto

¡Chopo viejo!
Has caído
en el espejo
del remanso dormido,
abatiendo tu frente
ante el Poniente.
No fue el vendaval ronco
el que rompió tu tronco,
ni fue el hachazo grave
has de volver
a nacer.

Fue tu espíritu fuerte
el que llamó a la muerte,
al hallarse sin nidos, olvidado
de los chopos infantes del prado.
Fue que estabas sediento
de pensamiento,
y tu enorme cabeza centenaria,
solitaria,
escuchaba los lejanos
cantos de tus hermanos.

En tu cuerpo guardabas
las lavas
de tu pasión,
y en tu corazón,
el semen sin futuro de Pegaso.
La terrible simiente
de un amor inocente
por el sol de ocaso.

¡Qué amargura tan honda
para el paisaje,
el héroe de la fronda
sin ramaje!

Ya no serás la cuna
de la luna,
ni la mágica risa
de la brisa,
ni el bastón de un lucero
caballero.
No tornará la primavera
de tu vida,
ni verás la sementera
florecida.
Serás nidal de ranas
y de hormigas.

Tendrás por verdes canas
las ortigas,
y un día la corriente
llevará tu corteza
con tristeza.

¡Chopo viejo!
Has caído
en el espejo
del remanso dormido.
Yo te vi descender
en el atardecer
y escribo tu elegía,
que es la mía.

1920

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