Saran belli gli occhi neri

la-pianista

Qualche giorno fa vedo un video pubblicato su fb che ritrae una jam session jazz tenuta in una angusta sala prove negli Stati Uniti. Ci sono una serie di musicisti; alcuni suonano, altri aspettano il proprio turno per prendere lo strumento e improvvisare. Uno di loro è evidentemente colpito dalla bravura dell’unica ragazza presente in quel momento, una teen-ager che suona magnificamente il piano, e decide di mandare live la sua improvvisazione. È proprio di fronte a lei, e per riprendere al meglio le sue velocissime dita sulla tastiera, coglie anche il particolare delle sue gambe, che vestono solo un paio di shorts molto corti.
Il video dura solo qualche minuto, ma dà comunque tempo a una marea di persone di scrivere commenti estatici, sorpresi, emozionati, commossi, ma spesso anche tecnici: si capisce che i ragazzi e le ragazze che lasciano una nota sono in grado di valutare il talento poderoso di questa giovanissima pianista.
Tra i pochi i commenti non in inglese mi colpisce un apprezzamento di due parole scritto in italiano, che fa solo riferimento all’aspetto fisico della musicista. Decido di contattarne l’autore su Facebook, questa è la trascrizione della mia intervista.

Io: Buongiorno, non ci conosciamo, posso disturbarti un secondo?

Musicista: Ciao Monica, di che si tratta?

Io: Sono una blogger (soprattutto recensioni di cultura) e regista, e faccio parte della redazione del sito di letteratura e opinione che si chiama “La poesia e lo spirito”. Se hai qualche minuto libero, mi piacerebbe farti una piccola intervista. Pensi sia possibile?

Musicista: Mmm… interessante. Immagino richieda più di qualche minuto.

Io: Direi circa 10 minuti :)

Musicista: Allora va bene.

Io: Ho visto che sei tra le persone che ha visto il video di quella jam session dove suonava una giovanissima pianista. Che te ne è parso della sua musica? Ho notato che i commentatori erano un po’ divisi, alcuni la volevano più vicina a McCoy Tyner, altri a Chick Corea. Secondo te, che sei un esperto di jazz?

Musicista: Mi rimanderesti il link, se ce l’hai, al fine di rispolverare meglio la faccenda? Mi ricordo che in quel video era l’unica donna in mezzo a tutti maschi.

Io: Volentieri! [Invio il link]

Musicista: Beh veramente molto brava. E capisco perché le opinioni erano controverse.

Io: Ti sembra che spazi in più direzioni?

Musicista: La prima parte del video rispecchia molto l’utilizzo delle idee con le poliritmie tipiche di Corea. E nella seconda parte le pentatoniche erano molto sulla falsa riga di Mc Coy. È molto rapida anche negli in e out.

Io: Sì infatti sono tempi diversi, che mi pare mettano anche un po’ in crisi il resto della band, soprattutto il batterista :)

Musicista: Ah no no, crisi non direi. Il divertimento nel jazz, e in situazioni tipo questa, è proprio nel battagliare con quante più armi possibili…

Io: Secondo te quali sono i suoi punti di forza, e quali i suoi punti diciamo “deboli”?

Musicista: Aspè…. devo andare… Sorry avevo 10 minuti…sorry davvero.

Io: Nessun problema, completiamo un’altra volta! Ho quasi finito comunque :)

Musicista: Alla prossima.

 

[Dopo 4 giorni di silenzio lo ricontatto]

Io: Ciao! Se hai un minuto, ti farei l’ultima domanda! :)

[Segue un breve scambio in parte con messaggi vocali dovuti al fatto che ha suo figlio in braccio in quel momento e non gli è facile scrivere, si informa se dovrebbe comparire il suo nome nell’intervista e dove dovrebbe uscire, in caso, per decidere se gli interessa o meno dedicarmi altro tempo. Gli ricordo che sono nella redazione di La poesia e lo spirito, e che per me va molto bene un’intervista anonima. Gli pongo dunque l’ultimo interrogativo.]

Io: La domanda finale è questa: considerato che sei un musicista che frequenta il mondo del jazz e che hai dimostrato di possedere capacità di analisi decisamente superiori alla media, posso chiederti come mai il tuo commento al video sia stato solo un apprezzamento fisico? C’è una ragione particolare per cui questo aspetto predominava sugli altri?

Musicista: Eheheh. Cerco di rimanere in incognito…e tu mi hai scoperto, ecco la mia diffidenza… ;) La domanda è perché quel commento? Ehehehe.

Io: Sì.

Musicista: Ho mio figlio in braccio… Eheheh. Non credo che sarebbe stato interessante scrivere cose più approfondite, i vari commenti erano sulla falsa riga dello stadio (luogo che in verità non frequento…) eheheh… alla fine ne ho fatto un super riassuntissimo così…

Io: Non sono sicura di aver capito scusami :) Vuoi dire nel senso che secondo te la cosa più “notevole” di questa musicista erano le gambe?

Musicista: Incredibile che ti abbia colpito… in verità in quel modo partecipi ma ti nascondi tra i commenti… No no, macché, è davvero brava.

Io: Ah ok!

Musicista: … In realtà ci sono molti motivi per cui ho scritto così…

Io: Davvero?

Musicista: Ma la chat non permette spiegazioni esaurienti. Se ti va un giorno magari ne parliamo. Comunque grazie per avermi contattato.

Io: Prego figurati, grazie a te.

Musicista: Alla fine è curioso che mi abbia contattato nonostante il mio commento becero.

Io: Non ci sarà il tuo nome comunque, e non sarà possibile risalire a te.

Musicista: Immaginavo…. Ti sei “rubata la mia analisi” eheheh.

Io: No no, io mi occupo spesso di questioni di genere, in questo caso non parlerò nello specifico di musica.

Musicista: Scherzo, fanne quel che vuoi.

Io: Ok grazie!

Musicista: … a te.

4 pensieri su “Saran belli gli occhi neri

  1. Mi sono divertita molto a leggere questo articolo, devo dire che sei stata molto abile. Anche se devo ammettere che il divertimento ha un retrogusto un po’ amarognolo, come puoi ben immaginare.
    La bellezza dei corpi esiste, è un dato di fatto che nessuno intende mettere in discussione, tutti la notiamo e, chi più chi meno, ne siamo attratti. Dopodiché è anche vero che, generalmente, mentre una donna di un uomo professionalmente preparato e avvenente dice: “quest’uomo è bravo ed è anche bello”, un uomo di una donna professionalmente preparata e avvenente dice: “questa donna è bella ed è anche brava”.
    Forse è per questo che noi donne non abbiamo mai sentito il bisogno di mandare in giro gli uomini interamente coperti da veli per non essere indotte in tentazione. ;-)
    Un caro saluto

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  2. Ciao Barbara e grazie per il tuo commento. Non c’era un intento ironico o comico in questo articolo, direi il contrario.. ho sentito molta tristezza, mi dispiace che non venga fuori… Il tuo commento per me ha qualcosa di molto “maschile” come approccio alla sensualità, che mi spiazza un po’, ma se sei curiosa di avere una mia opinione sulla questione velo, ne ho scritto qui https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2016/08/19/la-liberta-e-unaltra-cosa/
    Grazie cmq molte per il tuo commento, buona giornata!

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  3. Cara Monica, lo so che nel tuo articolo non c’era un intento ironico, non l’ho pensato neanche per un attimo, infatti parlo di divertimento dal retrogusto amaro, e cioè qualcosa che lì per lì può far sorridere ma subito dopo intristisce e avvilisce. Forse hai letto il mio commento pensando più alla tua risposta che a quello che ho scritto.
    Ma ci sta pure che io non abbia espresso al meglio il mio pensiero, capita.
    Vedi, purtroppo, secondo me, la matrice di pensiero che sta dietro opinioni come quella che tu, giustamente, hai ritenuto di mettere in evidenza e, aggiungo, dietro i vari precetti religiosi (di oggi o del passato) che vogliono la donna coperta e sottomessa e incapace di scegliere per se stessa, è sempre la stessa, anche se le sfumature sono diverse.
    Ho esagerato? E’ di questi giorni la notizia che una ragazzina di sedici anni, residente in un piccolo paese in Italia, è stata abusata per tre anni da un gruppo di individui e la famiglia, pur essendone a conoscenza, ha taciuto per non essere disonorata. Addirittura molti concittadini le hanno addossato delle colpe dicendo che se l’era cercata. Vengono in mente i primi processi per stupro, quando erano le donne ad essere colpevolizzate. Sono passati decenni da allora, ma a quanto pare c’è ancora molta strada da fare.
    Pertanto, ribadisco, hai fatto molto bene a pubblicare l’intervista, proprio perché, spesso, commenti banali, apparentemente spiritosi, sono in realtà frutto di mentalità discutibili delle quali, magari, una persona può non essere consapevole, e questo dimostra quanto certi condizionamenti siano duri a morire.
    La finisco qui perché mi sono resa conto di averla fatta lunga. Anche perché la mia risposta non è né una polemica né una mia difesa, dal momento che l’ultima cosa che mi interessa è difendere le mie opinioni.
    E buona giornata anche a te! :-)

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  4. Temo che tu non abbia letto l’articolo di cui ti ho messo il link, altrimenti non mi spiego la tua risposta. Io sto realizzando con mio marito un’istallazione contro la “cultura dello stupro”, puoi immaginarti come la penso :)

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