Una cosa

da qui

Eppure c’è da qualche parte il nodo,
la chiave che la porta possa aprire,
nonostante l’oscuro aggrovigliarsi
dei rifiuti. Soltanto ti domando
una cosa: perdona il lungo oblio,
la sosta nel peccato, l’ostinarsi
a respingere il tuo dono. L’altro
non posso convertirlo, non sta a me
aprire i cuori al suono della Voce,
accendere il profondo desiderio
della tua epifania. Mi siedo ancora
sul solito terrazzo dell’attesa,
dove verrà l’amico, sulla Croce.

7 pensieri su “Una cosa

  1. Sentire la responsabilità per la “presa in carico” di chi non vule sentir ragioni e riconoscere Dio, affidare a Dio la loro storia, raccomandarli nel perdono, riconoscere il proprio limite, come un padre, passaggi introspettivi che rivelano una grande Fede, una Carità che va “oltre”, una grande Speranza incredibilmente concreta nell’attendere l’amico sulla Croce che non deludera’.
    Grazie.

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  2. È tempo che sfugge, niente paura
    Che prima o poi ci riprende
    Perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
    Per questo mare infinito di gente
    Dio, è…
    I. Fossati, C’è tempo

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  3. Un’ “elegia” non basta per cantare quella voce di speranza: a momenti disperata nell’apostolato, frustrata nella volontà, rassegnata nell’attesa, generosa infine nell’intercessione. Certe volte quella porta potrebbe schiudersi da sola.

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