65. Lo Straniero

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Si affacciava sempre più un’idea portante, di quelle che appena si presentano diventano necessarie e imprescindibili: l’idea dell’alterità del Regno e del Vangelo, e dunque dell’urgenza di aprirsi a qualcosa – o meglio a Qualcuno – che non può lasciarti come prima.
La preghiera ci faceva comprendere che lo Spirito comunica le coordinate della vita trinitaria, quello che San Paolo chiama “il pensiero di Cristo”. Aprirsi all’Altro significava accogliere lo Straniero che abitava in noi, camminava con noi, come quel giorno sulla strada da Gerusalemme a Emmaus. Suonava anche più chiara, in questo modo, la dichiarazione del pastore universale davanti a tutti i popoli, nel giorno del Giudizio: ero straniero e mi avete ospitato. Il primo forestiero da accogliere era il Sé, che giaceva inascoltato nell’abisso della vita, quello che appare solo in sogno in certe notti segnate dal destino. Se avessimo aperto la porta al viandante misterioso, all’Archetipo di tutti gli archetipi, avremmo incontrato anche noi stessi, e non avremmo temuto mai più nulla. La vita trinitaria si faceva strada nei cuori provati da sofferenze e umiliazioni. Quella strana forma di amore che si chiama agàpe si insinuava alla luce del giorno, e non più solo nei sogni della notte. L’Altro era la chiave per distinguere le coordinate del nostro viaggio verso il Paradiso.

5 pensieri su “65. Lo Straniero

  1. La via verso il Paradiso, non è propriamente una strada, come la intendiamo noi, che sia sterrata o di ciottoli oppure asfaltata, marittima o aerea, e il mezzo di locomozione per raggiungerLo, di quelli che usiamo qui da noi: così il più lento quanto il più veloce.
    Perchè il percorso si compie nei sentieri dell’anima dove le distanze non si contano in chilometri o in miglia marine.
    L’unità di misura per doppiarLo potrebbe chiamarsi proprio “agapometro”, pari a un “passo d’amore”. Solamente con quella le distanze possono variare la loro lunghezza e la meta risultare più vicina o lontanissima. Infatti ciò che dobbiamo raggiungere è solo a un passo , è l’Altro che sta di fronte a noi. Perchè far attendere il Paradiso?

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  2. Solo in alcune situazioni ti accorgi che tutto serve per tutto. E solo allora dici grazie, per te stesso, per chi non c’è, non è. Strada per il paradiso, Amore.

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