BUONA LETTURA: Marino Magliani. Dal fondo della tana. Conversazioni con Marco Scolesi”

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura


È un viaggio attraverso la sua scrittura, il suo tempo, il suo spazio: attraverso se stesso.

È il libro Marino Magliani. Dal fondo della tana. Conversazioni con Marco Scolesi (Philobiblon Edizioni, 2016), che propone al lettore la visione di Magliani, ovvero il suo modo di guardare e di tradurre le cose, in un momento in cui la sua scrittura diventa più inventiva e più intima.

marino

Un libro di conversazioni, come lo descrive Giuseppe Conte nell’affettuosa prefazione, che può essere inteso come un viaggio alla scoperta delle “tane”, dei rifugi di Magliani: dalla “tana” olandese – la stanza lunga e stretta tra le librerie, priva di luce naturale, dove nascono i suoi lavori -, a quella esistenziale che va di pari passo con la rappresentazione della valle buia da un lato e luminosa dall’altro, ovvero l’opaco e l’aprico per intenderci -, sino ad arrivare ai sotterranei che attraversano la Liguria.

E ancora il dedalo di canali di Amsterdam e le strade della sua IJmuiden che ricalcano la volta celeste e che si traducono in quella contrapposizione tra interni olandesi, grigi e freddi, ed esterni liguri, fatti di orti e di rovi.

Insomma, tutto l’universo creativo di Magliani, davanti al quale non possiamo far altro che lasciarci condurre per mano dal tono umile e pacato dei tanti racconti presenti, dalle espressioni semplici e fluide, talmente fluide da permettere a Marino di dare vita ai propri ricordi e di riviverli come se fosse la prima volta.

Perchè Marino rievoca storie e geografie creando canovacci capaci di alternarsi e di darsi il passo in un libro di voci, di impressioni, in cui la biografia si lega strettamente al percoso umano e intellettuale di lettore e traduttore appassionato.

Le domande di Marco Scolesi sono lo spunto per riflettere su di sé e sulle storie del passato e del presente, in una cascata di episodi e incontri, in un assaporamento di stile, musica di parole e immagini.

E a proposito di immagini, da non dimenticare la carrellata di fotografie di Leo Jr. Boon, dedicate alle dune e al mare di IJmuiden, e la scelta di scatti di Umberto Germinale, questi ultimi volti a raccontare le pietre e gli ulivi di Prelà e di Dolcedo.

Quegli ulivi che sono la felice causa della scrittura di Marino perchè, racconta lo stesso scrittore, “se fossi nato in un altro posto, diverso dagli ulivi, e poi non avessi trovato le dune del Nord forse avrei scritto in un altro modo..”.

Mara Pardini

Marino Magliani è nato in una valle ligure e vive sulla costa olandese. Ha viaggiato a lungo tra Spagna e America Latina. In Italia possiede un pugno di orti e uliveti di dubbia resa. Ha scritto romanzi, racconti e sceneggiature. Ha curato antologie e collane, tradotto scrittori spagnoli e ispanoamericani.

Marco Scolesi, giornalista, è nato nel 1971 a Sanremo dove vive, tra le montagne liguri e il mare. Biamontiano, si occupa di poesia, filosofia, jazz e musica sinfonica.

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