Il Moonlanding di Dalla Porta

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di Guido Michelone

Talvolta anche su ‘La Poesia e lo Spirito’ occorre parlare di musica, soprattutto quando i dischi hanno un risvolto poetico. Il nuovo disco Moonlanding, a nome del Paolino Dalla Porta Future Chamber Quartet, idealmente comincia con l’esergo ad apertura di booklet: è una frase dalle lezioni americane di Italo Calvino il quale dice: “Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio”, a cui sembra fare da eco lo stesso autore che Dalla Porta inserisce a pié pagina: “Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica”.
Sono queste le premesse teoriche di
Moonlanding, un lavoro eclettico, complesso, variegato che mostra insomma la duttilità del Paolino soprattutto compositore e bandleader, senza nulla togliere al lavoro d’accompagnamento, che da sempre caratterizza un musicista votato, da ormai trent’anni, a interagire con i grandi del jazz italiano. Ma forse sarebbe ora di considerare maggiormente il discorso leaderistico di un jazzmen che, calvinianamente, sfugge alla definizione per cercare il nuovo all’interno di sonorità pienamente inserite nella contemporanea tradizione postboppistica.

Dalla Porta è dal 1978 contrabbassista e compositore, con studi di chitarra classica e composizione contemporanea, il curriculum da jazzman è vastissimo, fra dischi, recital, festival e collaborazioni con tanti musicisti italiani, europei, americani, ad esempio Pat Metheny, Dave Liebman, Lester Bowie, Paul Bley, Sam Rivers, Mal Waldrom, Kenny Wheeler, Tony Oxley, Dave Binney. Mick Goodrick, Don Cherry, e tra gli italiani vanno almeno citati Paolo Fresu, Enrico Rava, Stefano Battaglia, Numerose le tournée e i concerti di Paolino fra Vecchio Continente, Stati Uniti e Australia. Dei centoventi album finora da lui registrati, cinque sono  a proprio nome e una quindicina da coautore. Nel 1994 “Tales” a firma Dalla Porta vienerecensito con quattro stelle dalla prestigiosa rivista americana musicale “Down Beat”. Nel 2000 composto e arrangia la colonna sonora del film “Domenica” di Wilma Labate, selezionato per il festival di Berlino. Nel 2008 vince il premio della rivista InSound come miglior contrabbassista italiano. Nel 2009 si classifica primo tra i contrabbassisti italiani nel referendum della rivista Musica Jazz nella categoria ‘Top Jazz – Sezione Ritmica’.

Cfr.: Paolino Dalla Porta Future Chamber Quartet, Moonlanding, Tùk Music, Italia 2016.

 

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