LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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Bienvenu don Tonino

 

 

Monseigneur Bienvenu si chinava su tutto ciò che geme, su tutto ciò che espia. L’universo gli appariva come un’immensa malattia; sentiva dovunque la febbre, ascoltava dovunque la sofferenza, e senza cercare di indovinare l’enigma, si studiava di curare la piaga. Il grandioso spettacolo delle cose create era per lui oggetto di compassione. Ci sono degli uomini che lavorano per estrarre l’oro.  Lui lavorava  a estrarre la pietà.

belloCosì Victor Hugo descrive Charles-François Myriel, il vescovo che salva il protagonista del romanzo I Miserabili, Jean Valjean. E continua. Rischierebbe di ingannarsi chi concludesse da tutto questo che il vescovo di Digne  fosse un vescovo “filosofo”, che fosse un “uomo politico”. Un prete opulento è un controsenso, Il prete deve tenersi vicino al povero. Ora, come si può toccare sempre, notte e giorno, tutte le disgrazie, tutte le sciagure, tutte le indigenze senza prendere su di sé un po’ di quella santa miseria, come la polvere del lavoro? Si può immaginare un operaio che lavora senza riposo a una fornace e che non ha né un capello bruciato, né un’unghia annerita, né una goccia di sudore, né un pizzico di cenere sul viso?

Sarebbe stato bello che monsignor Bienvenu avesse le “nostre idee politiche”. In realtà, egli era semplicemente nella serena e continua contemplazione, al di sopra dell’andare e venire delle cose umane, di quelle tre pure luci che sono la Verità, la Giustizia e la Carità. Il vescovo di Digne aveva riempito la città di Digne di una venerazione tenera e filiale.

Quando rileggo questa descrizione lo stupore è sempre lo stesso. Sì, perché ho conosciuto personalmente “Monseigneur Bienvenu”. Si chiamava Tonino Bello, vescovo della mia diocesi pugliese, morto per un tumore nel 1993 dopo aver condiviso il suo dolore tra le strade di Sarajevo. Penso a lui quale testimonianza che la santità è laica, che la letteratura è cosa viva.

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