70. Il battito

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Il battito del cuore: era questo il punto da cui la preghiera s’innalzava, come un grumo di vita donata, una traccia indelebile e viva dell’amore di Dio. Il cuore non lo puoi comandare, batte da solo; è stato messo lì da qualcun altro; qualcun altro ti dà il potere, ogni giorno, di sperimentare la gioia e la sofferenza, le delusioni e le sorprese, la sfida quotidiana che mette alla prova e fa fare un passo avanti verso la salvezza. Solo al ritmo di quel battito era lecito ricorrere ai criteri consueti della crescita interiore: l’analisi dei pensieri inconsci, la cura dei fini e delle motivazioni, la verifica finale dei comportamenti. Il battito del cuore era l’appello ininterrotto a dare priorità alla vita, a non ingolfarsi in acrobazie dell’intelletto o della volontà. Comprendevamo sempre meglio che per trasmettere amore non bastava sentirsi sicuri, impeccabili, difesi da incursioni esterne; ma semplicemente abbandonarsi all’amore più grande del Creatore, che si china sulla creatura comunicandole energia, guarendo le ferite, profondendo senso ai momenti più duri e in apparenza assurdi. Lo insegnavamo agli altri: ascolta il battito del cuore, fai spazio alla vita come dono. Il Regno di Dio era il sorgere improvviso di un’immagine, un ricordo, il segno di una presenza inconfondibile, il respiro del cosmo: tutto in un punto così infinitesimamente trascurabile, eppure ricco di una dignità senza misura.

10 pensieri su “70. Il battito

  1. Questa mattina ascolto il mio cuore che va da sé , mentre i figli dormono, la casa dorme il vento spaventa gli uccelli del parco qui nella città che guarda da sempre il mondo, mentre sulla collina madre cerca di lenire le fette della terra colpiTa ….

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  2. “Credo nel cuore.
    Senza questo non c’è niente.
    Non venite a raccontarmi di volontà e costanza.
    Non c’è volontà senza cuore.”

    Fabrizio Centofanti

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  3. O Gesù che tanto mi ami, ascoltami, te ne prego. Che la tua volontà sia il mio desiderio, la mia passione, il mio amore. Fa che io ami quanto è tuo; ma soprattutto che io ami te solo.
    Dammi un cuore così pieno d’amore per te, che nulla possa distrarmi da te. Dammi un cuore fedele e forte, che mai tremi né si abbassi. Un cuore retto che non conosca le vie tortuose del male. 
    Un cuore coraggioso, sempre pronto a lottare. Un cuore generoso, che non indietreggi alla vista degli ostacoli. Un cuore umile e dolce come il tuo, Signore Gesù.
    Mio Dio, non dimenticarti di me, quando io mi dimentico di te.
    Non abbandonarmi, Signore, quando io ti abbandono.
    Non allontanarti da me, quando io mi allontano da te.
    Chiamami se ti fuggo, attirami se ti resisto, rialzami se cado. 
    Donami, Signore, Dio mio,
    un cuore vigile che nessun vano pensiero porti lontano da te,
    un cuore retto che nessuna intenzione perversa possa sviare,
    un cuore fermo che resista con coraggio ad ogni avversità,
    un cuore libero che nessuna torbida passione possa vincere
    Concedimi, ti prego, una volontà che ti cerchi,
    una sapienza che ti trovi,
    una vita che ti piaccia,
    una perseveranza che ti attenda con fiducia
    e una fiducia che alla fine giunga a possederti.
    S. Tommaso d’Aquino

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  4. Un grande insegnamento quello di ascoltare il battito del cuore, di riconoscerlo come traccia indelebile della presenza di Dio, nei momenti di buio è il suono che ce lo ricorda vivo e presente in noi. Grazie don Fabrizio perché ci rendi semplice la ricerca di Dio, come dire:” è lì dentro di voi, cosa aspettate a riconoscerlo?”.

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  5. Il battito del cuore è il più eloquente indizio sull creato. Non è solo il liberarsi di energia cinetica, bensì lo sprigionarsi di un impulso, generato da un motore immobile, sconosciuto alla fisica, Ora, non so se l’amore possa definirsi energia ( andandosi in tal casoi ad aggiungere alle quattro tipologie di forza riconosciute dalla sopra nominata disciplina) che per la scienza può solo trasformarsi, mai nascere spontaneamente. Altrimenti nel nostro petto, a sinistra, ci sarebbe una sorta di orologio a pendolo.

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  6. Il battito a volte è silente, calmo, leggero, come qualche bella notte stellata in cui, molte volte, un sonno distratto ti fa perdere la bellezza delle sue scintille, del suo vento . Perché sei stanco, o sei troppo sicuro che dopo quella notte ce ne sarà un’altra, e tante ancora. Così finisce che le notti sono tutte uguali, sfacciatamente dovute, tutte con il battito regolare. Finché una volta non resti sveglio e cominci a contare i battiti, uno, due, tre… il bene avuto, le ferite, i treni persi e un film si riavvolge e si proietta con immagini nuove, mentre resti lì per una carezza, bella. Te ne accorgi una mattina, per caso, nel chiasso del giorno, quando riesci a sentire. Niente di quel sentire andrà perso.

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