72. Il potere dell’amore

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Lo scenario previsto si delineava a poco a poco: le elezioni del presidente americano, i primi, chiari segnali di un malcontento nella Chiesa, la stessa natura, che pareva agitarsi e contorcersi senza trovar pace. Era come se sotto la maschera imposta dai media, e dai loro manipolatori a volte insospettabili, prorompesse qualcosa che non era più possibile frenare. Del resto, il senso profondo della storia non si sarebbe fatto fermare dalle macchine oliate del politically correct: la verità cominciava a farsi strada, fuoriusciva tra gli spazi angusti delle gaffes, negli interstizi delle censure inaccettabili, nelle crepe cui una visione ambigua e opportunista della vita non poteva impedire di allargarsi, quasi a vista d’occhio. I soliti organi del pensiero unico continuavano a suonare il piffero di una rivoluzione ormai fallita, per le coscienze vigili di molti: le contraddizioni erano sotto gli occhi di tutti, anche se i fans delle lobby potenti si ergevano a difesa di posizioni indifendibili.
Nel nostro piccolo, davamo un contributo alla causa del Progetto: nella predicazione, nella catechesi, nell’ascolto di un Vangelo che proprio in quei giorni sciorinava testi apocalittici, quasi a conferma di un mondo nuovo che sarebbe sorto dalle macerie delle umane velleità. Il segno del Cristo emergente era la gioia che si faceva largo tra i colpi e le ferite, un sentimento profondo e radicale, che nasceva dall’unione col Re dell’Universo, il cui unico, immenso potere era quello dell’amore.

5 pensieri su “72. Il potere dell’amore

  1. La storia

    La storia non si snoda
    come una catena
    di anelli ininterrotta.
    In ogni caso
    molti anelli non tengono.
    La storia non contiene
    il prima e il dopo,
    nulla che in lei borbotti
    a lento fuoco.
    La storia non è prodotta
    da chi la pensa e neppure
    da chi l’ignora. La storia
    non si fa strada, si ostina,
    detesta il poco a poco, non procede
    né recede, si sposta di binario
    e la sua direzione
    non è nell’orario.
    La storia non giustifica
    e non deplora,
    la storia non è intrinseca
    perché è fuori.
    La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
    La storia non è magistra
    di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
    a farla più vera e più giusta.
    La storia non è poi
    la devastante ruspa che si dice.
    Lascia sottopassaggi, cripte, buche
    e nascondigli. C’è chi sopravvive.
    La storia è anche benevola: distrugge
    quanto più può: se esagerasse, certo
    sarebbe meglio, ma la storia è a corto
    di notizie, non compie tutte le sue vendette.
    La storia gratta il fondo
    come una rete a strascico
    con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
    Qualche volta s’incontra l’ectoplasma
    d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.
    Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.
    Gli altri, nel sacco, si credono
    più liberi di lui.
    Eugenio Montale

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  2. Una cara amica, tempo fa, mi riferì una frase: “la verità si fa strada da sé”. Da allora non l’ho più dimenticata in quanto ha il potere di infondere una grande pace.
    Forse perché riichiama altre parole, quelle del vangelo: “«Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra, dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa”.

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  3. Non ci resta che…il Vangelo.
    Ora, più che mai, disponibile per tutti, credenti e non credentii, senza costi aggiuntivi…
    Fautore del pensiero totale e quindi, per me, della verità.
    Duttile alle interpretazioni, sfaccettato nella gamma delle soluzioni, ben si presta a stimolare un viaggio attarverso i liberi sentieri della cosapevolezza, antiteticoi al “conformismo” del “politicamente corretto”.
    Regaliamolo a Natale, in allegato alle solite pantofole, alle pashmina o ai guanti di lana, così con nonchalance, spiegando nel biglietto di auguri che si tratta di un libro infinito e magico che ha bisogno di tutta la vita per essere completato ie dove il lettore a sua volta entra in carne ed ossa nell’ “avventura”, un pò come il Bastian di Neverending Story.
    Un libro interattivo, che funziona come un imbuto dentro cui si può infilare qualsiasi cosa e ciò che uscirà dal becco sarà sempre e solo una cosa: l’amore, innegabile substrato dell'”ego-allismo” umano, essenza pura e originaria della nostra vita e del mondo,

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  4. Vorrei commentare di mio, ma ritengo di non essere sufficientemente preparato!!!
    e allora consentitemi di proporre questo: http://www.laveritachelibera.com “GIOBBE-La verita’ che libera”LA FEDE IN CONFLITTO
    a mio modesto parere lo specchio dell’attuale condizione dell’umanita’.
    un caro saluto a tutti e, per chi ne avesse tempo,…buona lettura!!!

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