73. Visioni

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La caccia alle streghe cominciava. Le due fazioni preannunciate dalla Emmerich si delineavano con chiarezza maggiore, mentre solo i buonisti più incalliti avrebbero potuto ignorare la gravità e delicatezza del momento. A scontrarsi erano visioni del mondo contrapposte: il pensiero classico dell’essere, proprio della tradizione della Chiesa, e le derive nichiliste che fluivano nei mille rivoli del relativismo dilagante. Non avevo mai guardato con tanta simpatia alle pagine del catechismo, a quei numeri che parevano tronchi provvidenzialmente apparsi agli occhi spiritati del naufrago: 1650, 1651…
Per ora non restava che pregare, in attesa degli eventi che avrebbero cambiato il mondo, non con parole avventate e prive di qualsiasi fondamento, ma in base all’evidenza dei fatti. Seguivamo assiduamente i messaggi mariani che convergevano nella stessa direzione, e avevano mostrato di recente un inasprirsi dei toni, un incupirsi del clima di fondo, come se i ben noti scenari fossero alle porte.
Personalmente, ricordavo il primo impatto con la profezia: l’apparire dell’uomo col mio stesso nome, nato nel mio stesso giorno, arrivato al decimo piano dell’ospedale Sant’Eugenio raccomandandomi di stare sereno, perché don Mario, vittima di un terribile attentato, ce l’avrebbe fatta anche stavolta. Da allora in poi, il contatto col carisma profetico mi aveva attraversato come un fenomeno carsico, fino a riemergere con irrefrenabile violenza in quei tempi di grande confusione, in cui persino le guide spirituali più autorevoli davano la netta impressione d’aver perso il filo.

9 pensieri su “73. Visioni

  1. Con gli occhi della Fede si puo’ vedere e credere che Dio pur di “tirarci fuori dal peccato” interviene anche con i messaggi Mariani, inviando la Vergine Santissima per convertire l’umanità, questa è rivelazione di tanti testimoni della fede, di tanti Santi e di tanti luoghi in cui la Madonna appare e interviene. Con gli occhi della Fede si riconoscono i carismi dello Spirito Santo da sempre descritti nelle Sacre Sritture.

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  2. “Vidi molto chiaramente gli errori, le aberrazioni e gli innumerevoli peccati degli uomini. Vidi la follia e la malvagità delle loro azioni, contro ogni verità e ogni ragione”

    Beata K. Emmerich.

    C’è un assoluto bisogno di conversione. Il perdono ci rende liberi, ma dobbiamo chiederlo e desiderarlo, nel profondo.

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  3. “Il futuro della Chiesa può dipendere, anzi certamente dipenderà anche nel nostro tempo, dalla forza di quei credenti che hanno radici profonde, e vivono un’esistenza ricolma della luminosa pienezza della fede (…) La sua nuova configurazione e il suo rinnovamento le costeranno una purificazione (…) Anche a dei vescovi poteva sembrare imperativo dell’attualità e inesorabile « linea di tendenza » deridere i dogmi (…)
    Ma, dopo la prova di simili divisioni, sgorgheranno sorgenti limpide e feconde.”

    Joseph Ratzinger

    Parole profetiche, che aprono il varco alla Speranza.

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  4. era il 1820; Anna Emmerich sembra stesse leggendo delle pagine stampate oggi…
    e coloro che Fabrizio definisce “i buonisti piu’ incalliti”,a me sembrerebbero”i piu’ indifferenti o sprovveduti”!!!
    ma che ce lo devono mette in costituzione (visto il periodo) quanto sia grave la situazione di tutta l’umanita’?
    e si, perche’ non si tratta piu’ di problemi che riguardano la sola “umanita’ cattolica”,
    Mi sembra piuttosto che l’uomo, ormai,si sia lasciato ansare verso una deriva dopo un naufragio Apocalittico, di una etica,di una morale (n.b. non religiosa) dove lo stesso(naufragio) prende le sembianze indefinite di quella “Bestia orribile” che sale dal mare….e di chiesa ne rimane in piedi ben poca cosa!…anzi, oserei dire che “quegli scenari” li stiamo gia’ vivendo…o quanto meno percorrendo!
    Nella tempesta che rischia di sommergerci,di portarci giu nei suoi vortici , forse la miglior cosa e’ lasciarsi andare…E’ nell’abisso piu’ profondo dell’oceano che troviamo le acque calme dove poter nuotare fino a trovare una Salvezza,nell’attesa di quel Mondo Nuovo che solo nella fede,nella preghiera,con lo sguardo agli occhi dell’Uomo della Sindone,che gia’ a suo tempo, appeso al LEGNO,un POPOLO dal “GENOCIDIO”,potremo iniziare a vivere.
    (…t’affianca n’ombra in mezzo a sto’ travajo,
    che t’ha cresciuto, plasmato e benedetto,
    sei tu l’erede suo, e’ lui che te l’ha detto….)!!!

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