74. Silenzi

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Eravamo convinti che la verità sarebbe emersa con naturalezza, come un fungo dopo la pioggia, alla fine di un percorso in cui chi aveva una percezione realistica della situazione avrebbe sofferto l’incomprensione della maggioranza, trascinata dalla corrente irresistibile dei media.
Il Signore avrebbe utilizzato anche questa attenzione ai temi della fede, per quanto strappati all’alveo naturale della Tradizione, per risultare più graditi al palato dei lontani.
Gli eventi preannunciati sarebbero serviti a riportare all’essenziale: la violenza di cui parlavano le profezie avrebbe ricondotto cuori e menti all’essere, alla chiave della profondità, con cui si sarebbero schiuse le porte del mistero.
Solo Gesù avrebbe potuto descrivere il Regno dei cieli come un ladro, che arriva quando meno te lo aspetti: il mondo avrebbe scoperto che ci si può assicurare su tutto, ma non sulle sorprese riservate dalla vita a chi se ne ritiene il legittimo padrone. In molti si sarebbero trovati a mani vuote, privati delle loro illusioni, fomentate, purtroppo, da autorevoli fonti religiose. Ma c’era ancora tempo per tornare al bello, al buono, al vero; per riscoprire le antiche e nuove verità di un Dio che non scende a compromessi con le voglie del mondo, ma vuole riscattarle dalla loro inconsistenza. C’era ancora tempo, ma i messaggi mariani dicevano che occorreva fare in fretta, e che proprio per questo chi sapeva, non avrebbe dovuto più tacere.

6 pensieri su “74. Silenzi

  1. Ieri ho accolto nel mio ascolto nel caso
    un giovane più ansioso di me.
    Allora gli ho chiesto, guardando ancora il sole di oggi,
    quante assicurazioni e rassicurazioni avesse nei suoi silenzi
    Ha avuto solo il coraggio di dirmi ..molte.

    Strana la sua giovane fierezza nel dire,
    combattuta dal mio sguardo disincantato
    del sogno inconsapevole
    anche nel movimento della vita oscura.

    Io quel ladro, quel ladro di bambini l’ ho visto molte volte
    Per questo qualcuno con i suoi capelli bianchissimi
    per l’età veneranda
    Mi ha detto un giorno davanti ad un letto svuotato di vita
    -Ora non puoi più avere paura-

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  2. “TEKEL significa pesato: tu sei stato pesato sulla bilancia, ma sei stato trovato insufficiente” (dal libro di Daniele).
    E’ bello pensare ad un Dio che ci riscatta dalla nostra “insostenibile leggerezza dell’essere”, e ci ridona consistenza e profondità. Ma per poter comprare la perla preziosa bisogna vendere tutto…il cammino è impegnativo, e i compromessi non sono possibili.

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  3. Le apparizioni mariane a Ida Peerdeman sono tra le poche riconosciute ufficialmente dalla Chiesa. Queste sono parole che la veggente ha ricevuto, e si riferiscono ad una breve preghiera:
    “essa è stata data affinché possa essere implorata per il mondo la venuta dello Spirito di Verità” (20/09/1951); “Non puoi comprendere il grande valore che avrà. Non sai ciò che il futuro ha in serbo” (15/04/1951)

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  4. Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
    ma non avessi la carità,
    sarei un bronzo risonante o un cembalo che tintinna.

    Se avessi il dono della profezia
    e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
    e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,
    ma non avessi la carità,
    non sarei nulla.

    Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri,
    se dessi il mio corpo per essere arso,
    e non avessi la carità,
    non mi gioverebbe a nulla.

    La carità è paziente,
    è benigna la carità;

    la carità non invidia, non si vanta,
    non si gonfia, non manca di rispetto,
    non cerca il proprio interesse, non si adira,
    non tiene conto del male ricevuto,
    ma si compiace della verità;

    tutto tollera, tutto crede,
    tutto spera, tutto sopporta.

    La carità non verrà mai meno.

    Le profezie scompariranno;
    il dono delle lingue cesserà, la scienza svanirà;
    conosciamo infatti imperfettamente,
    e imperfettamente profetizziamo;
    ma quando verrà la perfezione, sparirà ciò che è imperfetto.

    Quando ero bambino, parlavo da bambino,
    pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
    Da quando sono diventato uomo,
    ho smesso le cose da bambino.

    Adesso vediamo come in uno specchio, in modo oscuro;
    ma allora vedremo faccia a faccia.
    Ora conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente,
    come perfettamente sono conosciuto.

    Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità;
    ma la più grande di esse è la carità.

    che bellezza divina!
    grazie

    baci

    la funambola

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  5. D’mmaginare un Dio impegnato a una fatica tale, persino costretto a scendere la scala del cielo per amore nostro per farci capire meglio, adeguandosi alla nostra misera dimensione , a entrare nottetempo di soppiatto nelle nostre case per destarci sorprese per rompere le nostre squallide consuetudini le nostre basse pulsioni, non avrei mai pensato da piccolo. Gesù era per me una presenza scontata, il mio protettore il mio idolo il mio re il mio amico il mio tutto: Oggi vorrei che molti altri capissero questo, senza offenderlo, senza umiliarlo senza farlo “soffrire” oltre, sganciando ogni legame con chi ci induce in questa tentazione. L’amore è più di un sisma distruttivo di un diluvio universale o di un bombardamento cosmico se questi sono gli eventi che ci aspettano. Allora scateniamo l’Amore.

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