Se sei

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È se sei disperato che capisci
la vita. Se raggiungi quell’istante
in cui appare l’immane debolezza
dell’Io, la sua nativa appartenenza
al Tu, il suo cercare l’Altro come
l’ultima spiaggia, l’unica salvezza
possibile, l’approdo dei suoi sogni.
In quell’istante vivo, decisivo,
ti accade di conoscerti per sempre,
di scorgere la Luce che ti irraggia.

7 pensieri su “Se sei

  1. Quando cadiamo nella disperazione riaffiora il bambino che è in noi, fragile e bisognoso, ma proprio per questo pronto a tendere la mano per farsi rialzare, con la fiducia e la docilità che solo i bimbi conoscono… è vero, proprio quello può diventare il momento magico del vero affidamento!
    Solo la vera poesia sa donare perle di sapienza colme di bellezza, grazie!

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  2. Fare amicizia con se stessi per essere amici con gli altri.
    La radice è la stessa di amore. Amarsi è comprendersi e comprendere e non solo per condividere la disperazione.
    Meglio giocare d’anticipo con l’Altro,marcandolo ad uomo fino ad abbracciarlo. L’Arbitro non tirerà mai fuori per questo il fischietto. Sarà una “gara” bellissima.

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  3. “Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.” Il Dottor Zivago, Borìs Pasternàk

    Attacchi di panico

    Qualcuno ti dice che vedrai di nuovo. Cerca, invano, con tutte le sue forze di rassicurarti.
    Ma tu sei lì, pietrificato, seduto su una vecchia sedia del Policlinico universitario, dove hai vissuto la tua giovinezza, dove hai affrontato mille prove che ti sembravano insormontabili, dove si sono coronati e infranti molti dei tuoi sogni di giovane studente.
    Sei nel panico assoluto, dentro di te sei certo che non potrai più lavorare, scrivere, suonare, forse nemmeno più amare.
    Vieni sottoposto a quattro interventi agli occhi.
    Poi, lentamente, dopo quattro mesi di buio, corroso fino in fondo da una depressione che l’esperto chiama “reattiva”, cominci a pensare di nuovo, giorno dopo giorno, che puoi continuare a vivere.
    Cominci a pensare anche tu che vedere così, in questo nuovo modo ti potrebbe bastare per vivere……… (da Preludi M.Marziali)

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  4. “Quanti significati sono celati dietro un abbraccio?
    Che cos’è un abbraccio se non comunicare, condividere
    e infondere qualcosa di sé ad un’altra persona?
    Un abbraccio è esprimere la propria esistenza
    a chi ci sta accanto, qualsiasi cosa accada,
    nella gioia e nel dolore.
    Esistono molti tipi di abbracci,
    ma i più veri ed i più profondi
    sono quelli che trasmettono i nostri sentimenti.
    A volte un abbraccio,
    quando il respiro e il battito del cuore diventano tutt’uno,
    fissa quell’istante magico nell’eterno.

    Altre volte ancora un abbraccio, se silenzioso,
    fa vibrare l’anima e rivela ciò che ancora non si sa
    o si ha paura di sapere.
    Ma il più delle volte un abbraccio
    è staccare un pezzettino di sé
    per donarlo all’altro
    affinché possa continuare il proprio cammino meno solo”

    Pablo Neruda

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