LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

image

 

“Contrordine compagni”

All’Università ho studiato economia sui testi del premio nobel Paul Samuelson. “Non potrà mai più esserci una crisi drammatica come quella del ’29 perché nessuno crede più nel dogma del pareggio di bilancio”. Mi rimase impresso questo enunciato ottimistico. Eravamo alla fine degli anni ’80, e se il comunismo aveva fallito, la “pax” keyensiana appariva indiscutibile. Ed invece è accaduto che questo principio ottocentesco abbiamo finito per metterlo in Costituzione negli articoli 81 e 97. Padre di questa riforma costituzionale realizzata nel 2012 fu Giulio Tremonti, “mosca cocchiera” del monetarismo nuovamente trionfante. Le teorie economiche sono dunque volubili. A questo punto, non mi stupirei se qualcuno rispolverasse la socializzazione dei mezzi di produzione. Insomma, con la caduta del Comunismo ci avevano detto che la storia era finita. Ed invece siamo punto e a capo.

img_0163

Ma quello che mi preme qui evidenziare è l’impatto di questa volubilità (non solo delle teorie economiche) sulla Costituzione che dovrebbe garantire il patto sociale tra gli italiani al di sopra delle contingenze storiche. E’ invece accaduto che contingenti maggioranze hanno di volta in volta cercato di modificare l’assetto costituzionale con parziali ma significativi smottamenti così da rafforzare la propria parte politica e allontanare la Carta dal nocciolo duro condiviso. Ecco che già nel 1999 venne introdotto “ad personam” il principio del “giusto processo” nell’art. 111. Successivamente, nel 2001 l’intero titolo V della Costituzione venne modificato da un’altra maggioranza. Sulla Costituzione sono intervenuti dunque sia quelli di centrodestra che quelli di centrosinistra. Quest’ultima parte politica, addirittura, con la riforma costituzionale sottoposta a referendum domenica 4 dicembre ha cancellato ciò che essa stessa aveva combinato nel 2001 in materia regionale. Insomma, un “contrordine compagni”.

Non interessa a nessuno come la pensi nel merito di quest’ultima riforma. Ma una verità credo non sia inutile ribadirla: non è vero che sia difficile riformare la Costituzione italiana a causa delle resistenze  di opposte forze di conservazione. Direi invece che essa sia stata troppe volte toccata per interessi di parte, tutt’altro che condivisi e condivisibili. Questa è la volontà strisciante che andrebbe denunciata. Prima che arrivi la riforma definitiva: l’Italia è una Repubblica fondata sulla Maggioranza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...