4 dicembre 2016. NO e oltre il NO. Un’opportunità di cambiamento

Il disegno di legge costituzionale proposto dal Governo, con le sue infinite discussioni in ogni momento e contesto, ha il merito (l’unico) di aver mostrato come non mai il vulnus di democrazia e di giustizia sociale che sta lacerando questa società, ma anche, in modo non molto diverso, le comunità dell’intero pianeta. Il potere “vestito di umana sembianza” sta rivelando il suo volto multiforme mentre reagisce ai vari fronti di opposizione: quello interno alle istituzioni e allo stesso partito egemone, quello della comunità accademica (spesasi con ammirevole generosità), quello dei milioni di cittadini senza più voce né rappresentanza. Un volto suadente ma deciso nel difendere la propria proposta; accattivante e quasi empatico nel munificare, in questa contingenza,  enti e categorie sociali e professionali da anni trascurate; un volto duro, arrogante nel parlare sopra le parole di chi azzarda a esporre le ragioni della inaccettabilità e pericolosità del disegno di legge costituzionale; un volto che si fa serio, preoccupato mentre pronuncia parole apocalittiche: banche che chiudono, economia che va a rotoli, equilibri internazionali che si rompono.

Tutto questo teatro a breve finirà, dopo molti mesi.

Più che l’esito referendario – su una riforma che se dovesse passare finirebbe per paralizzare il Paese coi suoi nodi interpretativi che metteranno in stallo il Paese (aprendo lunghi contenziosi davanti alla Corte Costituzionale, riguardo soprattutto al nuovo Senato, al processo legislativo, alle competenze delle regioni) – è dunque evidente che la partita in gioco è un’altra, vedendola dalla parte dei cittadini: cogliere questa opportunità storica per fermare un treno che va verso una direzione sbagliata, sottraendo democrazia e sovranità, impedendo ai cittadini di incidere nelle scelte che li riguardano, utilizzando male le risorse pubbliche, che non ostante le chiacchiere continuano sempre a foraggiare privilegi stipendiali e pensionistici, contributi alle imprese senza però produrre buona occupazione, opere infrastrutturali idrovore di denaro, e spesso inutili. Non sarà la riduzione dei senatori (appena 200 su 950) a compensare gli enormi sprechi.

Votare SI a questa riforma vorrebbe dire perciò:

-accettare e avvallare questo stato di cose, approvando l’operato di questo Governo e di quelli precedenti di destra, in continuità tra loro. – non avere né il sogno né l’interesse a un mondo più giusto e a misura d’uomo, confondendo il cambiamento vero, radicale, col “cambiamento” secondo  Renzi, prodotto dalle sue riforme raffazzonate, che hanno scontentato un numero considerevole di cittadini. Se i cambiamenti fossero reali e significativi perché allora tanto malcontento e rabbia, perché la continua fuga all’estero di giovani e meno giovani?

– ostacolare il tentativo di una maggiore giustizia sociale, consentendo la perpetuazione delle vecchie pratiche spartitorie del denaro pubblico e dei privilegi, a preminente vantaggio di un elite e delle lobby che la sostengono.

-svendere la sovranità del proprio territorio sottraendola ai cittadini e alle istituzioni locali.

Votare NO è dunque inevitabile perché questa riforma è sbagliata, in quanto: 1. La sua ragion d’essere non è quella di risolvere i problemi reali del Paese; 2. nasce da un Governo e non dal Parlamento (anche se questo è già avvenuto), organo che in una democrazia parlamentare è l’UNICO DIRETTO DEPOSITARIO E INTERPRETE DELLA SOVRANITA’ POPOLARE; 3. questo Parlamento è stato eletto con una legge elettorale incostituzionale, che ha regalato ad un partito un premio di maggioranza abnorme (340 seggi su 630!), a prescindere dalla sua consistenza rappresentativa; 4. la riforma è stata approvata da una sola forza politica a colpi di maggioranza, senza discussione, coinvolgimento e mediazione con la minoranza; 5. una Costituzione, dovendo essere un riferimento per tutti i cittadini, non può essere il documento di una sola parte. L’attuale spaccatura del Paese ne è l’evidente dimostrazione, ed è questa la ragione di tanta rabbia e animosità.

Dovremmo dunque dare, tutti, un segnale forte di rifiuto di questa riforma, un rifiuto corale e convinto, consapevoli però della necessità di non fermarsi, di dover poi subito lavorare per ricreare le condizioni di una ripartenza democratica, che veda questa volta il coinvolgimento di tutti, nessuna voce esclusa. Attraverso un nuovo sistema elettorale orientato sul proporzionale puro, che consenta almeno per un dato periodo e per alcune scelte la non esclusione di nessuno.  Dovrà poi aprirsi una nuova stagione di riforme all’insegna delle vere priorità del Paese: innanzitutto creazione di nuovo lavoro e lotta alla povertà, cura delle persone, attraverso un coraggioso intervento di ridistribuzione della ricchezza.

9 pensieri su “4 dicembre 2016. NO e oltre il NO. Un’opportunità di cambiamento

  1. Pingback: 4 dicembre 2016. NO e oltre il NO. Un’opportunità di cambiamento — La poesia e lo spirito | alessandrapeluso

  2. Il miglior esempio della democrazia che si vorrebbe difendere a tutti i costi da catastrofici cambiamenti è dato dalla pubblicazione proprio nel giorno del voto di questo pessimo articolo. Naturalmente l’autore può pensare e scrivere ciò che vuole; buono a sapersi, invece, riguardo alla posizione e al metodo assunti da questo Blog. Ah già: dimenticavo che siamo contro il politicamente corretto.

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  3. Ogni redattore, qui, ha libertà di espressione – entro i limiti posti dall’ordinamento giuridico – e coi suoi interventi non rappresenta o impegna in alcun modo il blog e la redazione nella sua splendida diversità di punti di vista. La responsabilità pertanto è solo dello scrivente, che si farà una ragione del suo non gradimento.
    In una campagna scorretta e invasiva – col premier e i suoi ministri presenti in ogni luogo d’Italia a spese del contribuente e in ogni programma televisivo, e in cui tutti gli elettori in Italia e all’estero sono stati destinatari di un opuscolo (anch’esso, immancabilmente, a spese del contribuente) con una fittizia e ingannevole comparazione degli effetti che sortirebbero dalla vittoria del si o del no – la preoccupazione non è il politicamente corretto, ma salvare gli interessi reali dei cittadini, a cominciare dagli ultimi, contro l’aggressività predatoria di una casta. Ognuno, naturalmente, almeno per ora, può decidere liberamente da che parte stare. Grazie soprattutto a chi ha versato sangue per dare al Paese regole democratiche.

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  4. Desidero solo precisare che condivido esattamente la sua stessa ammirazione per chi ha realmente dato la vita per la libertà di noi tutti. Chissà se ci ritroveremo fianco a fianco il giorno che (speriamo mai), fosse nuovamente necessario sacrificare così tanto per il bene di tutti. Giorno che, certamente, non verrà dopo questo referendum qualunque sia il suo risultato, malgrado il terrorismo morale e psichico che da mesi viene perpetrato a scapito di un dibattito costruttivo Ad ogni modo, Le confermo, dal mio punto di vista, la scorrettezza della Sua puerile propaganda totalmente di parte pubblicata in questa giornata che, sempre secondo me, incide anche sulla credibilità di questo Blog. Le assicuro che penserei questa cosa anche se votassi no.

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  5. grazie per le sue riflessioni Giovanni che condivido e vorrei ampliare considerando il fatto che dire l’ovvio in tempo di menzogna è un atto rivoluzionario.
    ma sono stanca e gli istinti bassi che mi abitano sono sul piede di guerra e fatico a contenerli.

    l’abbraccio e prego anche per clown 🙂

    baci

    la funambola

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  6. Ma come può dire di avere ammirazione per chi “ha dato realmente dato la vita per la libertà per la libertà di noi tutti” definendo “puerile propaganda” un intervento – pur da lei non gradito – che intende proprio difenderne il lascito di libertà, di democrazia, di dignità e di saggezza? non è credibile! Lei guarda il dito invece che la luna di un pericolo reale, reputato come tale dalla maggior parte dei costituzionalisti, di una deriva democratica, se passasse la riforma, anche grazie ad una legge elettorale dichiarata incostituzionale.
    Chi realmente vuole difendere questo lascito non può esprimersi come lei. Gli artisti dovrebbero essere i primi, per sensibilità, a difendere i principi di giustizia sociale, di libertà e di uguaglianza contenuti nella Costituzione, non ostante siano stati infinite volte disattesi; dovrebbero essere i primi a ribellarsi ad attacchi e pericoli di questa portata, a meno che non li si condivida. Ma allora si abbia il buon gusto di non scrivere “condivido esattamente la sua stessa ammirazione per chi ha realmente dato la vita per la libertà di noi tutti”.
    Rimarcando infine che l’articolo sostiene il No ma anche, soprattutto, la “necessità di non fermarsi, di dover poi subito lavorare per ricreare le condizioni di una ripartenza democratica.”
    Naturalmente per il bene di tutti, a cominciare dagli ultimi.

    http://www.anpi.it/articoli/1659/smuraglia-agli-indecisi-se-vincera-il-si-sara-un-disastro-per-lintero-sistema-istituzionale-con-lo-stravolgimento-della-volonta-dei-costituenti

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  7. …non pensavo che nel blog si potesse essere così espliciti…non per un discorso di pretesa del politicamente corretto
    D’altronde sul piano artistico spirituale e filosofico a cui pensavo si ispirasse questo blog fino a ieri molto interessante , è un non concetto…ma per una posizione politica in questo giorno e ben diversa quindi non apprezzo minimamente la scelta di pubblicare questo articolo oggi indipendentemente dalla posizione …
    ..credo che qualche volta bisogna invece dire no alla nostra filautia al notro credere di essere sempre più bravi degli a fare una cosa che tanto non si farà …essere sempre contro chi si sporca le mani contro chi rischia governandio…. ci sono avvocati che aspettano fuori dalle sale operatorie i parenti dei pazienti par farci causa a noi che rischiamo per loro e cerchiamo di salvarè solo una vita .
    Questa del contro è la paralisi della medicina attuale e penso che lo sia anche nella politica.

    Poi mi fermo
    Guardo in faccia comunque chi dice no (ovviamente mi riferosco ai comici And co. non al libero cittadino ) li voglio guardare lostesso come si presentano agli altri, gli esempi che fanno sulla vita l ‘esempio che e’ la loro stessa vita quello che vogliono fare dei più deboli allora non ho più dubbi a vado a mettere la mia croce !!!

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  8. Ma…se ne vedono di cose sia ieri che oggi in tutti i social presenti sul web che leggere su un blog non mi pare faccia gran danno…anzi, forse aiuta qualche indeciso e confuso proprio dalle innumerevoli presenze in ogni dove di tutti i politici, vips e quant’altro…dove di tutto parlano tranne che delle modifiche riguardanti la Costituzione.
    Personalmente non affiderei a nessuno di questi il compito di metter mano, in questo preciso momento, ad una Costituzione voluta e sofferta da tutto il popolo italiano.

    Non cambierà nulla in ogni caso poiché il motto è: se vuoi comandarli, dividili”
    È infatti …..

    Buona serata

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