76. Avere o essere

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Era una strada nel deserto. Il Signore ci aveva abituato ai passaggi difficili, alle porte strette di evangelica memoria: ci sentivamo, nello stesso tempo, indispensabili e inutili, trasparenti e ingombranti. Sicuramente leggeri: il crogiolo di Dio ci aveva tolto tutto, tranne la gioia di vivere, l’esaltante esperienza della Pasqua. Era questo il momento che vivevo: l’esperienza della potenza della Risurrezione laddove la fiducia era ferita, il dubbio in agguato, l’amarezza in crescita. Una sensazione indescrivibile si faceva strada: stavo tornando ai tempi in cui don Mario mi aveva aperto uno scenario nuovo, dall’abisso della sua pasqua personale: una vita che nasce dalla morte, il vero specifico del Cristianesimo. Da questa posizione, più nulla ci poteva turbare. Il contesto, in fondo, era sempre lo stesso: l’ostilità dei “colleghi”, l’atmosfera materialista che ci circondava, l’incredulità di fronte alla profezia che aleggiava su questa fase storica. Ma c’era qualcosa che emergeva sempre più, e, vorrei dire, sempre meglio: l’amore, una forza vitale che arrivava al cuore direttamente dal Risorto. Mi tornava alla memoria un vecchio libro di uno psicologo tedesco, naturalizzato americano: “Avere o essere”. In fondo, il bivio era quello: scendere a patti coi criteri del mondo, o lasciarsi prendere per mano dal Signore dell’Essere, il Dio della Vita che non muore.

7 pensieri su “76. Avere o essere

  1. l’amore è un virus ed è contagioso e può creare un’epidemia.
    incrocio nella mia piccola vita anime che hanno sviluppato anticorpi potenti
    il virus tenta silenzioso di insediarvisi ed è sempre vinto
    a volte gli sembra di vincere le resistenze
    per poi ripiegare malconcio e triste nella sua stanza
    dove aspetta, aspetta, che altri virus lo raggiungano
    sostare, riposare
    e poi ri partire
    così è se vi pare
    baci caparbi
    la funambola

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  2. L’idrovora…puo’ fermarsi qualche momento,ma e’ sempre li’,pronta a ripartire nel suo
    “macinare”,nel suo “macerare”…! ma se ripensi al ‘soave giogo’ a cui LUI ti ha chiamato ritrovi la “FIDUCIA” che certe situazioni rischiano di far scemare; e solo da LUI ricevi le risposte ai desideri piu’ profondi.
    Ed e’ sempre fissando il SUO SGUARDO che rammenti che a tutto c’e’un OLTRE!
    Oltre il deserto l’oasi
    Oltre la porta stretta la SALVEZZA
    Oltre la notte l’ALBA luminosa
    Oltre il Triduo, del giovedi,del venerdi, del sabato, l’ALBA DELLA DOMENICA!!!
    Oltre gli ‘inferi'(come nel CREDO, non l’inferno), IL TERZO GIORNO…
    e sull’AGENDA di DIO e’ gia’ tutto scritto,per ognuno di noi: “IL SUO DISEGNO”.
    E anche nei momenti di sofferenza, nella debolezza della disperazione di un momento,dobbiamo cercare di comprendere quale e’ la SUA VOLONTA’ cercando di ‘sbirciare’ tra le pagine di quell’AGENDA;
    Qualche riga ce la puo’ far immaginare cio’ che ci puo’ suggerire lo SGUARDO dell’UOMO dei dolori, che ben conosce il patire!
    …in noi tutto dipende da cio’: “Voglio avere o voglio essere”?
    Grazie Fabrizio, grazie di condividere con noi i tuoi sentimenti e i tuoi pensieri..

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  3. La gioia di vivere è gioia di essere e non può “essere” gioia di avere: di questa con la fine del possesso non resta più nulla, mentre l’essere morendo trova nuova vita, in cui gli ausiliari si incontrano per fondersi in in una cosa sola.

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