77. Un Natale eterno

img_1181
Dicevo della ripetizione. Comprendevamo meglio come i pensieri negativi si ripetessero senza interruzione, dando vita a sensazioni, sentimenti, stati d’animo. Guardavamo la gente e capivamo facilmente da quali correnti, da quali flussi potesse essere percorsa e spesso angosciata, logorata. Leggevamo nel pensiero? No, ma eravamo più sensibili a questa verità lampante, altrettanto innegabile quanto l’altra che, per contrastare l’onda anomala di negatività, si rendesse necessario opporre una diversa e opposta procedura di ripetizione. Ciò spiegava, per esempio, perché i messaggi mariani battessero gli stessi tasti: la pace, la gioia, la fiducia. Era evidente che tendevano a sostituirsi alla melma cerebrale e affettiva che riempiva il mondo, i residui fissi di odio, di tristezza, di depravazione, i rifiuti non riciclabili della feccia più infima che riempie gli interstizi della mente e del cuore. In questo scenario deprimente avremmo dovuto portare il principio di Risurrezione, l’energia pulita di una gioia di vivere che non aveva niente a che vedere col successo, col piacere, coi trionfi umani, tanto eccitanti quanto effimeri. Avremmo portato, al contrario, il silenzio e l’umiltà, la sobria ebbrezza dello Spirito, come la chiamavano i Padri. Toccavamo le radici della vita, affondate in quell’abisso che è il Cielo, e che non tutti riescono a trovare, impegnati come sono a scalare le vette di traguardi privi di luce e di spessore, ignari della necessità di nascere di nuovo, dell’opzione imprevista di un Natale eterno.

4 pensieri su “77. Un Natale eterno

  1. *… invisibilis … videri voluit …*

    *Era incomprensibile e inaccessibile, invisibile e inimmaginabile completamente.*

    *Ma ora ha voluto essere compreso, ha voluto essere visto, ha voluto essere immaginato.*

    *In che modo, domandi? Senza dubbio giacendo nella mangiatoia**a**, riposando nel grembo verginale, predicando sul monte**b**, pernottando in orazione**c**, o pendendo in croce,*

    *impallidendo nella morte, libero tra i morti**d **e dominando negli inferi, sia anche*

    *risorgendo il terzo giorno e mostrando agli Apostoli i posti dei chiodi segni di vittoria**e**,*

    *infine salendo alla loro presenza ai recessi del cielo. Come non veramente, non piamente,*

    *non santamente si meditano queste cose? Qualunque di esse medito, medito Dio, e in tutte*

    *lui è il mio Dio**f*

    *.*

    a. Lc 2, 12; b. 21 Mt 5, 1; c. Lc 6, 12; d. Sal 87, 6; e. Gv 20, 20-27; f. Gv 20, 28

    (Dal Sermone per la Natività della Beata Maria di S. Bernardo , abate: *Sull’acquedotto, 11)*

    Gioiosa “visione” natalizia!

    Mi piace

  2. Eh si, non c’è dubbio, il Vangelo non traccia un percorso facile…
    “quanto stretta i è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!”.
    il fatto è che la meta -l’intima unione con Dio- è talmente alta, che giustifica qualunque fatica!

    Mi piace

  3. Soltanto vita

    Hai messo la tuta blu
    Entri da solo in reparto
    Loro aspettano le tue certezze
    Tu porti con te
    solo
    Le tue paure.

    Puoi soltanto immaginare
    Per loro,
    quale sarà la via finale
    Gli sciocchi hanno dimenticato
    Hanno dimenticato
    la morte
    Tu la vedi
    Ma il sorriso di lui che scende
    E poi ritorna
    È per te
    soltanto vita.

    Nono piano torre sei- in fieri

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...