Dio, io vorrei, di Michele Caccamo

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Proposte per il nuovo anno

Vorrei raccogliere i frammenti dei miei ossicini portati al rogo, per poi far tacere per sempre chi non si è preso cura di me.
Vorrei si perdessero le siringhe che ancora mi gonfiano di dolore.
Vorrei si perdessero, al primo dispiacere, i cuori freddi e torbidi che mi hanno disconosciuto.
Vorrei che l’uomo buono che sono non venisse più abusato.
Vorrei che finalmente tu Dio mi dicessi quando potrò aprire ai venti le mie mani, la pulizia delle mie mani, per far cadere questa condanna al macello. Quando potrò volare sui terrazzi come le colombe, come la giovinezza salva e rifugiata nel seno delle tue donne.
Io non so più come vestire il mio corpo; come far portare via la mia croce, come scacciare i fanatici d’assalto dalla mia sensibilità. Non so più come stare dentro al bene segreto della tua Bellezza: mi hanno rubato e quasi non so più come tornare da te.
Dio, mi hai lasciato sotto il tiro di chiunque e non ti sei mai girato verso i miei occhi, schiacciati dal troppo nero nella terra. Tu non mi hai voluto liberare e hai permesso che mi ingarbugliassero. Hai permesso che io avessi il ventre pieno di uomini sordi e ciechi, di mormoratori di quell’ira folle che ho nel destino. Hai permesso si passassero da una mano all’altra la mia solitudine e la mia amarezza, che mi strappassero il cuore passandolo per cartaccia, che mostrassero la mia anima in pubblico come fosse una bestia.
No, non è merito tuo se io sono sopravvissuto a tutto.
Troppo a lungo mi hai tenuto con le braccia carbonizzate; con le pupille strane, che avevano la loro tinta migliore nel fango. Troppo a lungo mi hai sottratto le lacrime dell’amore, mi hai voluto martire dell’assenza. Troppo a lungo mi hai lasciato recitare i versi del suicidio, come volessi insegnarmi a morire: e le pompe del cielo avevano un inno dolce, veramente le mie ferite una garza medicale. E io avrei voluto chiudere gli occhi, con la dolcezza che hanno gli uccelli.
Dio, io vorrei che prima di allontanare l’anno vecchio preparassi un tuono di richiamo, un cuscino contro il male che subisco. Perché qui, ricordalo, non hai lasciato nessun campanello per la ricordanza, nessun pastore benevolo e paziente; qui hai lasciato un esercito di spiriti maligni e a mille a mille le idee squallide. Non hai neanche censurato gli umani che mi hanno addentato le palle, che hanno cercato il gusto nel mio petto dissanguato. Quegli umani che hanno messo sulla mia testa il supplizio, e nei miei pensieri la morte.
Dio, vorrei che prima di allontanare l’anno vecchio mi facessi diventare uno di voi, asciutto e incolore, lontano da questo brutto imbroglio che è diventata la mia vita. Che guarissi il mio cuore malato, che facessi partire un enfatico fracasso in tutto l’universo per dichiararmi salvo.
Vorrei che tenessi il mio cranio aperto per scaricare la ragione nera del dovere, e lo riempissi di aria e ci mettessi dentro un neonato da cullare.
Vorrei che tu, Dio, mi trovassi un rifugio nella tua Opera, nella letteratura dei tuoi Angeli.
Vorrei che non mi lasciassi qui come sono adesso: un uomo al di fuori dal sole, un fiore sotto a una pietra, un perdente afflitto dalla sorte, un morto sì un morto.
Dio, io vorrei con il nuovo anno rinascere, guardare lo stradone del tuo cielo e vedere ammutolire la malasorte. Vorrei finissero davvero i miei anni a vuoto e tu levassi gli uomini infedeli dal mio cospetto. Vorrei che con minuscoli omicidi tu eliminassi le anime cattive.
Dio, vorrei che nel nuovo anno al mio capo opposto ci fossi tu, che non mi sei rivale.
Poi vorrei cadere in un volo di farfalle, e diventare vivo sul serio; essere scelto dall’amore, esserne benedetto. Vorrei che tu mi facessi rialzare la testa. Vorrei per la mia Gioia, rivedere l’ideale lei di nuovo tornare: bianchissima e forte come lo era nel sogno.

2 pensieri su “Dio, io vorrei, di Michele Caccamo

  1. Una invocazione a Dio di un cuore straziato, dilaniato dalla consapevolezza della propria miseria.Pochi hanno tanto coraggio, pochi sanno affondare la lama in una ferita così profonda!!Dio, ti prego, mandagli un segno,Dio, ti prego,hai fatto tanto dandogli consapevolezza, fai un ultimo sforzo,fagli fare l’ultimo scalino che lo separa da te e poi, credimi,sarà salvo non solo lui che ha iniziato questa preghiera disperata,ma anche tutti quelli che la leggeranno con il cuore illuminato dal tuo amore.

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