80. Il silenzio

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Se c’era un imbuto nella storia, un rapido precipitare nel destino, di cui già s’intravedevano gli eventi più eclatanti, così avveniva nella nostra crescita interiore, sempre più orientata verso il centro, l’essenziale, l’Archetipo del Cristo, avrebbe detto Jung. La preghiera diveniva più importante, e così l’indipendenza dal contesto, dal bailamme di persone e situazioni ingoiate dal frullato indigesto della globalizzazione. La nostra era una voce fuori del coro, ignara dei richiami all’ordine del politically correct, dei diktat sui temi da proporre, sulle linee da seguire. Noi restavamo fedeli alla traccia indicata dal Signore, mettevamo in risalto le contraddizioni di un sistema umano, troppo umano: così umano da perdere Dio, la sua presenza indispensabile al rinvenimento di un significato. La luce sprigionata nel silenzio, nel lungo tempo dedicato alla contemplazione, illuminava l’oscurità dei fenomeni sociali, politici, perfino religiosi, che ignoravano l’assoluta particolarità della fase storica in atto, il potenziale di violenza insito nelle ideologie e, purtroppo, in certe teologie aberranti, che nulla avevano a che fare col divino.
Il silenzio: era questa la parola d’ordine che sentivamo nostra; un ascolto attento della Voce che saliva dal profondo, a portare quella vita che mancava al mondo. E questa vita avremmo trasmesso alle orecchie che volevano udire, perché solo la parola che nasce dal silenzio ha diritto di essere detta e recepita, per restituire il senso perduto alla storia umana e ai suoi protagonisti.

4 pensieri su “80. Il silenzio

  1. “Spesso devo tacere. Spontaneamente!

    Poiché “l’ultima parola” viene detta via via.

    Poiché buongiorno e addio…

    poiché il giorno che è oggi…

    poiché i margini alla fine si alzano

    oltre le sponde

    e inondano il testo.
    T.Transtromer

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  2. PREZIOSITÀ DEL SILENZIO
    Il silenzio è mitezza
    quando non rispondi alle offese
    quando non reclami i tuoi diritti,
    quando lasci a Dio la difesa del tuo onore.
    Il silenzio è misericordia
    quando non riveli le colpe dei fratelli,
    quando perdoni senza indagare il passato,
    quando non condanni
    ma intercedi nell’intimo.
    Il silenzio è pazienza
    quando soffri senza lamentarti,
    quando non cerchi consolazione tra gli uomini,
    quando non intervieni
    ma attendi che il seme germogli lentamente.
    Il silenzio è umiltà
    quando taci per lasciare emergere i fratelli,
    quando celi nel riserbo i doni di Dio,
    quando lasci che il tuo agire venga interpretato male,
    quando lasci ad altri la gloria dell’impresa.
    Il silenzio è fede
    quando taci perché è Lui che agisce,
    quando rinunci alle voci del mondo
    per stare alla sua presenza,
    quando non cerchi comprensione
    perché ti basta sapere di essere amato da Lui.
    Il silenzio è adorazione
    quando abbracci la Croce
    senza chiedere perché,
    nell’intima certezza
    che questa è l’unica via giusta.
    S. Giovanni della Croce

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  3. – Il silenzio – F.G. Lorca

    Odi, figlio mio, il silenzio.
    E’ un silenzio ondulato,
    un silenzio,
    dove scivolano valli ed echi
    e che inchina le fronti
    al suolo.

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