81. Tic toc

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La chiave non poteva essere che la profondità. Solo in questa prospettiva si poteva leggere il presente, appeso al filo tenue dell’approvazione altrui, della sicurezza indotta dal seguire il branco. In questo senso, non valevano più le categorie di un tempo: destra/sinistra, innovazione/tradizione; la linea di demarcazione era tra chi si accontentava di piacere al mondo e chi accettava l’impegno di ascoltare lo spirito, mai immediato, sempre esigente nel chiedere ricerca, sensibilità, ponderazione. Il discorso riguardava anche la Chiesa, che doveva scegliere tra il plauso in prima pagina dei giornali finanziati dalle lobbies, o la fatica di udire la Voce, di accedere all’Oltre, dove dimorano l’umiltà, la verità, la pace. Ricordavamo una frase letta chissà dove: “Il modo in cui gli altri ti trattano fa parte del loro cammino, il modo in cui reagisci fa parte del tuo”. Una maniera per dire che amore e libertà si declinano nella zona dove puoi essere te stesso, dove non tutti sono pronti ad applaudirti, dove corri il rischio di essere incompreso, accusato, disprezzato, ma assapori il bene inestimabile di corrispondere al progetto del Signore. Avevo scritto una sorta di filastrocca per bambini, ma che serviva soprattutto agli adulti. Era uno stile di preghiera, ma anche di atteggiamento esistenziale, per accorgersi della linfa preziosa che fluisce in noi e che possiamo trasmettere all’esterno. L’avevo inclusa nel disegno di un cuore, che portavo sempre dietro: “Tic toc, tic toc, lo senti come batte/ il cuore? C’è la vita di Dio, senti?/ Quando preghi non fare dei discorsi,/ non recitare formule svuotate/ di senso. Invece senti: tic toc, tic toc,/ c’è la vita che scorre da lontano,/ o meglio, da vicino. È un regalo/ che riempie il tuo silenzio, la tua fame/ d’amore. Fa’ che parli la Scrittura,/ la Parola donata con la vita,/ e solo allora dialoga con Cristo,/ col suo Cuore: tic tic, tic toc, Signore”.

4 pensieri su “81. Tic toc

  1. Il cammino della vita è un paradosso: la vera maturità coincide col ritrovare un cuore da bambino, che sa amare in modo incondizionato, e si fida nonostante le contraddizioni begli adulti. Il suo battito è sintonizzato con quello dell’Assoluto.
    “Se non tornerete come bambini…”

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  2. La vita: non è forse l’unico valore a “costo 0” che abbiamo ricevuto?
    Chi te lo fa più oggi un regalo? Un bene che non si consuma, in un mondo di “ricaricabili prepagate” e’ sempre attiva e funzionante, fruibile senza password e codice pin e’ tua senza ipoteche, senza riscatto.
    Per questo non ha bisogno di essere ulteriormente arricchita o implementata riempita di orpelli e cianfrusaglie varie.
    E’ interamente tua così com’è.
    La devi usare tutti i giorni finchè non finirà, non devi sprecarla , te ne potresti pentire quando ti scorrerà davanti l’intero backup. Non devi dargli nulla perchè è gia’ l’esplosione quotidiana di una forza divina che pulsa dentro te. Non è lì che devi fare la tua casa, perchè è solo una strada che collega alla casa celeste:

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