SONIA CAPOROSSI, “EROTOMACULAE”

Recensione di Giovanni Agnoloni

da Lankenauta

Sonia Caporossi, Erotomaculae, Algra Editore 2016

erotomaculaeIl suono è al centro della poesia di Sonia Caporossi. Erotomaculae esemplifica alla perfezione il succo del percorso letterario e musicale di questa autrice (e musicista), che in questa raccolta di versi esplora i territori dell’eros adottando forme e seguendo percorsi che richiamano le avanguardie novecentesche, e in particolare il futurismo, con l’uso delle “parole in libertà” (il che, ovviamente, non significa “a caso”) e soluzioni grafiche non solo accattivanti, ma funzionali a sottolineare la ritmica interna al testo. Penso ad esempio alle anafore evidenziate dalle iniziali delle parole in neretto:

pasticcio profumato al plasma imbevuto di cera fusa –

come

fottute

foglie

di felce

falciate”.

Queste percussioni verbali conducono, in una successione di rinterzi semantici, in un territorio ancestrale, confinante con (e potenzialmente sovrapposto a) quello del mito. E non mi riferisco solo a quelli che potrebbero sembrare dei rimandi all’antichità, come in questi versi,

“e la forza icastica che cerco

è nel tuo sorriso

traduzioni dall’aramaico

delle mie teorie mal pronunciate

scritte in codici incartapecoriti”,

ma alla percezione di una dimensione atemporale racchiusa nell’attimo compresso del piacere erotico:

le tue mani ora

mi lisciano come fossi un gatto arruffato

e piegano i silenzi dei nostri rancori passati

come fossero spighe del sonno

che s’inchinano ad un vento impietosito

i guanti eburnei della tua pelle

e tutte le carezze del tuo respiro

che effonde su di me la ritmica dell’attimo

ricercano sul mio corpo i segni del futuro”.

In questi versi riecheggiano memorie e sonorità dei lirici greci (penso soprattutto ad Alcmane e a Saffo) e rivive una tradizione classica imbevuta di senso del tragico. Tuttavia, il richiamo al futuro contenuto in questa cornice è il segno di un’intrinseca vis protesa in avanti. L’attimo presente, intensificato nell’eros, è dunque riflesso del remotamente lontano come anche di una prospettiva evolutiva – e direi quasi metamorfica – dell’essere.

Precisamente questa carica viscerale è l’elemento più intrinsecamente moderno dei versi di Sonia Caporossi:

“Non potrei urlare ancora

non potrei alzarmi e fuggire

non potrei rifiutarmi di guardare

l’evidenza criptica del tuo sguardo

terrificante monodia dell’anima

eco del suono e del senso”.

Suono e senso, perciò, si rivelano come le radici dell’esperienza erotica, che spreme da dentro non solo secrezioni e passioni intimamente covate, ma contenuti archetipici cui il linguaggio poetico di questa autrice continuamente attinge.

Alla luce di queste riflessioni, una nota a margine: i versi di Sonia Caporossi sono scritti pensando all’amore omoerotico, ma non si può assolutamente parlare di Erotomaculae come di un libro “LGBT”. Le tematiche e i livelli di contaminazione, di fisicità ed emozionalità sono talmente vaste e profonde da non consentire una classificazione entro questa definizione.

Sonia Caporossi (Tivoli, 1973), docente, musicista, musicologa, scrittrice, poeta, critico letterario, artista digitale, si occupa di estetica filosofica e filosofia del linguaggio. Con il gruppo di art-psychedelic rock Void Generator ha all’attivo gli album Phantom Hell And Soar Angelic (Phonosphera Records 2010), Collision EP (2011), Supersound (2014) e le compilation Fuori dal Centro (Fluido Distribuzioni, ITA 1999) e Riot On Sunset 25 (272 Records, USA 2011). Suoi contributi saggistici, narrativi e poetici sono apparsi su blog e riviste nazionali e internazionali. Dirige il blog Critica Impura. Ha pubblicato a maggio del 2014 la raccolta narrativa Opus Metachronicum (Corrimano Edizioni, Palermo 2014, seconda ed. 2015). Insieme ad Antonella Pierangeli ha inoltre pubblicato Un anno di Critica Impura (Web Press, Milano 2013) e la curatela antologica Poeti della lontananza (Milano, Marco Saya Edizioni, Milano 2014). È presente come poeta nell’antologia La consolazione della poesia a cura di Federica D’Amato (Ianieri Edizioni, Pescara 2015) e, con contributi saggistici, nei collettanei Pasolini, la diversità consapevole a cura di Enzo Campi (Marco Saya Edizioni, Milano 2015) e La pietà del pensiero. Heidegger e i Quaderni Neri a cura di Francesca Brencio (Aguaplano Edizioni, Perugia 2015). È uscita nel 2016 la sua silloge di poesie omoerotiche Erotomaculae (Algra Editore, Catania). Conduce su Radio Centro Musica la trasmissione Moonstone: suoni e rumori del vecchio e del nuovo millennio.  Vive e lavora nei pressi di Roma.

 

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