Sempre più vicino, di Raul Montanari

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di Guido Michelone

Arrivato al quattordicesimo romanzo – senza contare racconti, saggi, poesie, drammi sparsi in numerosi altri libri – lo scrittore bergamasco, ma milanese d’adozione, si conferma il talentuoso affabulatore di sempre, in grado di attrarre il lettore dalla prima all’ultima pagina, grazie a meccanismi narratologici via via collaudati quasi alla perfezione.

La formula vincente di Montanari è presentare un romanzo di genere come opera letteraria, la cui autorialità si fonda su schematismi formali e contenutistici da lui stesso inventati (almeno in Italia), mescolando abilissimamente il giallo al mistero, l’azione al costume sociale. Anche questo Sempre più vicino è collaudato attraverso numerosi repentini cambiamenti di fronte che rendono (di proposito) la trama non raccontabile, almeno per lasciare ai lettori il gusto della sorpresa o della scoperta.

Ecco, quindi, che per spiegare il testo, tralasciando fabula e intreccio, si può partire dal protagonista assoluto, il ventisettenne studente Valerio, in rapporto alle logiche che intrattiene con gli ambienti e i numerosi altri personaggi. Va subito detto che Valerio si troverà via via al centro di alcuni grossi misteri da risolvere, che coinvolgono luoghi, oggetti e soprattutto esseri umani. I luoghi aperti, ovvero la città abitata (Milano), il fiume ‘vissuto’ (l’Adda), la città lontana (Udine), l’esotico miraggio (il Brasile) sono elementi fondanti dello sviluppo narrativo, così come i luoghi chiusi limitati all’alloggio in subaffitto (con relativi androne e scalone), alla mansarda, all’ufficio, alla casa paterna.

Gli affetti sono altrettanti capisaldi di un discorso fatto di amicizie virili, latenti misoginie, donne fatali, conflitti generazioni, spiriti evocatori: all’inizio del libro (poi tutto evolve) Valerio si relaziona assai bene con l’amico per la pelle Simon (e di conseguenza con l’entourage, tra mamma, colf e cane) e assai male con il proprio padre, mentre il ricordo dello zio scomparso diventa un fil rouge decisivo. Con le donne invece Valerio si divide, anche problematicamente, tra l’erotismo quasi meccanico con Valeria e il desiderio di Viola, la quale – autentico deus ex machina della situazione – tirerà in ballo altri tre intrusi: il complicato detective Velardi al soldo di due tipi poco raccomandabili.

Come interagiscono queste dieci figure con Valerio qui non si può dire perché si tratta in fondo del romanzo in sé, e accennare anche solo qualcosa in più – ad esempio sugli atteggiamenti tra Valerio e Simon – vorrebbe dire limitare ai lettori il piacere del testo, di cui si parla all’inizio. Piacere, appunto: forse non c’è altro nella poetica di Montanari ma, di questi tempi, i meccanismi narratologici collaudati quasi alla perfezione riescono a bastare a certe tipologie di pubblico. Il dibattito è aperto.

Raul Montanari, Sempre più vicino, Baldini & Castoldi, Milano 2017, pagine 310, euro 16,00.

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