da “casadolcecasa, poemetto in sette stanze” di Antonella Bukovaz

antonella

corridoio

Girovagheggi di stanza in stanza e io ti seguo e prendo appunti scatto delle foto guardo con precisione mi perdo con te nel miracolo del ricordo nella dannazione della memoria ogni cosa ingigantisce e occupa tutto il presente prende tutta l’attenzione e la fa sparire e allora galleggio entro negli oggetti nei pensieri lasciati in giro nei desideri dei desideri appesi all’ingresso ma non è un viaggio
non è un viaggio
non è un viaggio

viaggiare è immorale una tentazione incivile il viaggio rende più complessa la nostalgia qui è tutto impolverato qui è da molto che nessuno fa più le pulizie di primavera però il disordine molto determinato concede spazio all’estasi infatti cado dentro e al riparo della mia divinità assisto al familiare riavvolgersi delle abitudini che non ha bisogno neanche di memoria. La porta è socchiusa rimbalza la voce di stanza in stanza riduce in polvere le troppe cose e per di più nessuno la ascolta
nessuno la ascolta
nessuno la ascolta.
Nella casa tutto è imminente allo stesso tempo la moquette destina i destini il porno del soggiorno addomestica i mastini la pietra angolare affila i canini ma basta distrarsi un attimo ti distrai un attimo basta un attimo un solo attimo e la fissità ti abbraccia è una lama che asporta la parte remota scivola lungo il muro del corridoio lucidato a mezza altezza dal grasso dei polpastrelli di tutti i miei fratelli ti fa vibrare lontano dalla corrente vibri per un po’ e poi nemmeno più quello e allora ciò che vedo comincia a sembrare reale non fosse per l’imprecisione di cui siamo fatti
comunque se rimani è per sempre
anche se costante
è il pensiero di partire domani ma anche se parti
è uguale

***

Reading poetico-sonoro
Antonella Bukovaz, testo e voce
Antonella Macchion, violoncello
Sandro Carta, tromba
Eva De Adamo, elettrorumorismo

“La casa è una perversione”. Da questa fulminante considerazione di Bruce Chatwin sembra partire il testo di Antonella Bukovaz, poeta originaria di Topolò. Stanza dopo stanza, porta dietro porta si aprono le miserie e i rari splendori di uno spazio protetto che può trasformarsi in una gabbia dell’anima. Non come accompagnamento ma come logica integrazione alle parole, i suoni pre-registrati nei diversi spazi di una casa sono rielaborati da Massimo Croce. Con i rumori, le note della tromba di Sandro Carta, partecipe di diverse esperienze basate sull’improvvisazione, e di Antonella Macchion, già violoncello dell’Orchestra Giovanile Italiana sotto la direzione di Giuseppe Sinopoli e di altre prestigiose formazioni sinfoniche. La performance è già stata presentata a Venezia, Roma, Trieste, Reggio Emilia, Udine, Cividale. Casadolcecasa è anche un cd con libretto, prodotto da ozky e-sound.

“casadolcecasa, poemetto in sette stanze” è scaricabile gratuitamente qui http://archive.org/details/oz057

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