Il bello di un mondo più giusto. Democrazia e nuova legge elettorale, ma non solo.

parlamento

 

L’attuale legge elettorale, pur corretta dalla recente sentenza della Corte costituzionale, lascia ad ogni modo intatto il premio di maggioranza e le due soglie: quella di sbarramento del 3% – che toglie il diritto  di essere rappresentati in Parlamento ad oltre un  milione di cittadini – e quella del 40 % che attribuisce un premio di maggioranza per il quale, in nome di una governabilità comunque mediocre, nei fatti, si scatenano appetiti e mediazioni contrarie sia al buon governo di un paese sia a un corretto compito di rappresentanza.

Un premio che condiziona dunque i comportamenti dei singoli e dei partiti, favorendo la propensione a far parte o ad aggregarsi coi possibili partiti vincitori, piuttosto che perseguire con coerenza un percorso di crescita e di corretta rappresentanza di coloro che li hanno votati. Non aggregarsi, o non stare  nell’aggregazione giusta, vuol dire restare fuori dal Parlamento, non poter essere eletti o rieletti. E’ questa la chiave di lettura per capire cosa è avvenuto e  stia avvenendo in diverse forze politiche (Scelta civica, Sel, Forza Italia e, da ultimo, Sinistra italiana).

Inutile aggiungere altro sulla bassa antropologia che tali meccanismi generano.

E’ perciò necessario un cambio di sistema col ritorno al proporzionale. Ma per un rinnovamento della classe politica c’è bisogno di altro: ciò che si è’ sempre detto, e cioè scoraggiare l’opportunismo di chi cerca in politica privilegi e potere, piuttosto che il bene comune e una maggiore giustizia sociale. Ridurre compensi e abolire pensioni a parlamentari e consiglieri regionali, limitare a due mandati l’elettorato passivo potrebbero liberare il campo da furbi e ambiziosi, creando le condizioni per essere rappresentati e governati al meglio.

Giovanni Nuscis

3 pensieri su “Il bello di un mondo più giusto. Democrazia e nuova legge elettorale, ma non solo.

  1. questo è il solito tentativo di contrapporre la rappresentatività del parlamento alla governabilità assoggettata al parlamento. Finchè non si torna al Montesquieu, restituendo indipenbdenza all’Esecutivo, non usciremo dal ping pong di chi vuole uber alles la rappresentatività parlamentare e chi vuole uber alles la governabilità…

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