4 pensieri su “San Valentino

  1. Mostri marini

    I miei occhi sono due sassolini neri, ma a volte è come se fossero più neri e così brillano. Io li lascio brillare perché vedono di più, guardano le cose come a farle diventare trasparenti e le vedono al centro come quando si guarda un cuore fino in fondo. Quando di notte vado in giro arrivo al mare. Il mare è grande e profondo e non lo vedi tutto e certi colori del mare sono ombre e le ombre sono i mostri marini. Dal mare vengono fenomeni strani e si chiamano onde. Le onde sono più piccole del mare, ma si muovono nell’acqua, si alzano e con la schiuma sbattono contro le case: è tutto un trac alle finestre e un cric e c’è un rumore che è diverso dai rumori che si conoscono ed è il mare.
    Nel mare i mostri hanno bocche grandi e i denti come coltelli e occhi rotondi che rotolano intorno e ti cercano. Una volta filavo via su una barchetta di carta di giornale con un piccolo albero di carta e quasi senza vela e avevo intorno i mostri marini e per la paura di vederli da vicino salii sull’albero in cima al pennone che era minuscolo e io attaccato lì sopra davo bastonate ai mostri marini e urlavo forte: “toh! E toh!”. I mostri diventarono cattivi e ancora più cattivi e cattivi e li vedevo dall’alto neri e grigi e con gli occhi tondi rotondi, occhi a palla, occhi come ranocchi gonfi e arrabbiati. I ranocchi quando si infuriano è meglio non avvicinarli perché diventano acidi, dispettosi e se vedono un bambino si riempiono d’aria il petto e gli fanno: “toh! Chi si vede… io sono meglio di te, chi ti credi di essere ad andare in giro da solo di notte e magari dormire di giorno o tirare pallonate sul muro solo soletto? Toh! Chi si vede… io sono meglio di te…” Dicono la stessa cosa di continuo, senza smettere, fino a quando ti vedono nei paraggi e ti tocca scomparirgli davanti per forza o diventi sordo da un orecchio e l’altro orecchio continua a farti: “toh! Chi si vede… io sono meglio di te…”.
    So che molti non credono a queste cose, ma è tutto vero, anche che ci sono i mostri marini e sono grandi e sembrano balene come nel libro che ho a casa, ma non sono proprio loro, sono mostri marini e nel mare stanno in mezzo alle onde e ti fanno paura appena li guardi, ma poi ti abitui perché è tutto strano in questo mare con barchette di carta dove le conchiglie diventano pesci e i pesci conchiglie e quando cambia la luce e tu sei lì, allora il mare sale fino ai tetti e sui tetti vedi che il cielo è nel mare e anche il contrario e le stelle sono stelle marine che quando devi piangere si staccano come le lacrime e cadono. Cadono giù nel mare.
    Nadia Augustoni

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  2. La Grazia: attraverso di Lei si può amare la “non bellezza”, finanche a trovarla dolce e delicata ,bella, e sempre solo con il Suo aiuto ci si può aprire ad ogni tipo di comprensione. La Grazia ci presenta l’amore vestito di libertà.

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  3. Per amare ci vuole un occhio
    lungo che sappia guardare nella notte
    mani che riescano a stringere
    ogni sogno ogni strano pensiero
    piedi disposti a camminare anche
    sui sentieri più scoscesi e duri
    per amare ci vuole un cuore bianco
    sul quale poter scrivere lettere
    sincere un’anima tenace
    che voglia sopportare qualsiasi
    sofferenza qualsiasi dolore
    per un solo motivo per amore.

    Per amare, don Fabrizio Centofanti

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