Luigi Maria Corsanico legge Julio Cortàzar

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Julio Cortázar
Tocco la tua bocca
dal romanzo “Rayuela” Capítulo 7

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Gustav Klimt, Liebe, 1895

Heitor Villa-Lobos – Prélude no.3
Sascha Nedelko Bem

Tocco la tua bocca, con il dito tocco il bordo della tua bocca, la disegno come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si aprisse, e mi basta chiudere gli occhi per rifarlo tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sulla faccia, una bocca scelta tra tutte, con sovrana libertá scelta da me per disegnarla con la mia mano sulla tua faccia, e che per un caso che non cerco di comprendere coincide esattamente con la tua bocca che sorride da sotto la mia mano che ti disegna.
Mi guardi, da vicino mi guardi, sempre piú da vicino, e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta piú da vicino e gli occhi si ingrandiscono, si avvicinano, si sovrappongono, ed i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano debolmente mordendosi le labbra, appoggiando appena la lingua tra i denti, giocando nei suoi recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio.
Allora le mie mani cercano di fondersi nei tuoi capelli, accarezzare lentamente la profonditá dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori o di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore é dolce, e se ci affoghiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo dell’alito, questa istantanea morte é bella.
E c’é una sola saliva ed un solo sapore di frutta matura, ed io ti sento tremare contro di me come una luna nell’acqua.

Julio Cortázar
Toco tu boca

Toco tu boca, con un dedo toco el borde de tu boca, voy dibujándola como si saliera de mi mano, como si por primera vez tu boca se entreabriera, y me basta cerrar los ojos para deshacerlo todo y recomenzar, hago nacer cada vez la boca que deseo, la boca que mi mano elige y te dibuja en la cara, una boca elegida entre todas, con soberana libertad elegida por mí para dibujarla con mi mano por tu cara, y que por un azar que no busco comprender coincide exactamente con tu boca que sonríe por debajo de la que mi mano te dibuja. Me miras, de cerca me miras, cada vez más de cerca y entonces jugamos al cíclope, nos miramos cada vez más de cerca y nuestros ojos se agrandan, se acercan entre sí, se superponen y los cíclopes se miran, respirando confundidos, las bocas se encuentran y luchan tibiamente, mordiéndose con los labios, apoyando apenas la lengua en los dientes, jugando en sus recintos donde un aire pesado va y viene con un perfume viejo y un silencio. Entonces mis manos buscan hundirse en tu pelo, acariciar lentamente la profundidad de tu pelo mientras nos besamos como si tuviéramos la boca llena de flores o de peces, de movimientos vivos, de fragancia oscura. Y si nos mordemos el dolor es dulce, y si nos ahogamos en un breve y terrible absorber simultáneo del aliento, esa instantánea muerte es bella. Y hay una sola saliva y un solo sabor a fruta madura, y yo te siento temblar contra mí como una luna en el agua.

7 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Julio Cortàzar

  1. Pingback: Julio Cortázar dal romanzo “Rayuela” – Lettura di Luigi Maria Corsanico. | Racconti di Marina

  2. [2]Mi baci con i baci della sua bocca!

    6]Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
    come sigillo sul tuo braccio;
    perché forte come la morte è l’amore,
    tenace come gli inferi è la passione:
    le sue vampe son vampe di fuoco,
    una fiamma del Signore!
    [7]Le grandi acque non possono spegnere l’amore
    né i fiumi travolgerlo.
    Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa
    in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio

    Cantico dei Cantici

    Grazie, come sempre!

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  3. “Più dolce sarebbe la morte se il mio sguardo avesse come ultimo orizzonte il tuo volto,
    e se così fosse… mille volte vorrei nascere per mille volte ancor morire.”
    WILLIAM SHAKESPEARE

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  4. BELLISSIMA!
    Con tanta umiltà ed in una sostanza ed uno stile incomparabile a quello appena ascoltato, vi regalo qui di seguito una mia piccola “goccia” d’amore:

    Amare

    Leggero come la neve, presente come il profumo, caldo come l’abbraccio, vorrei parlare al tuo cuore come muto, di gesti.
    Liberarti dai pesi invisibili e lasciarti alla luce dei tuoi desideri.
    Morire per sempre, anche al di là.
    Come mai esistito, se fossi solo sogno.
    Privo di vanità esteriori e pieno come tuorlo nel tuo guscio stretto dell’egoismo che ti fa bella, perché solo tua.
    Come potrei parlarti d’amore senza cuore che ti batte.
    Come riempirti, non avendo la tua misura.
    Solo, resto attonito ad aspettare ieri, quando è già domani.
    Non mi resta nulla, neanche la speranza, perché la carità è solo la nebbia fitta e senza luce dell’amore.
    Come un ladro, mi pento di aver rubato, perché niente è vero dono senza te, ma solo equivoco; soltanto lieve carezza di chi ha perso.
    Scusa di amarti.
    Scusa perché sei l’unica.
    Scusa di essere la sola ragione e l’unico argomento quotidiano.
    Scusa del pensiero e del respiro, della gioia e della pena.
    Scusa del respiro, del freddo e del caldo, del ridere e del piangere.
    Del peccato e del miracolo della felicità nell’attimo.
    Scusa del sonno che non conosco e della fatica che non sento.
    Scusa della forza e del dolore, del sorriso del bambino che non vuole andare via dal tempo mio.
    Scusa di essere il “mio” amore, immeritato amore, che non può essere di un uomo incompleto.
    Gianni
    (Giacomo Saverino)

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