85. Nostalgia

img_1221La notizia del meteorite non ci stupì più di tanto: “Ha la forma di un’arachide, dimensioni simili a quelle dell’Empire State Building e potrebbe colpire il pianeta Terra. Si tratta dell’asteroide 2015 BN509 e recentemente è stato immortalato dai telescopi dell’Arecibo Observatory di Puerto Rico. Largo 200 metri e lungo 400, l’asteoride è stato definito “potenzialmente pericoloso” dalla Nasa. Il masso spaziale è arrivato a una distanza minima dalla Terra, pari a 14 volte quella che separa la Luna dal nostro pianeta”. Alcune profezie parlavano di questo, unitamente alla violenza del fondamentalismo religioso e alla divisione nel cuore della Chiesa. Eravamo abituati, ormai, a scenari drammatici, che non avevano il potere di toglierci la pace, anzi: sempre nuove vie si aprivano nella visione che nasceva e cresceva nel profondo. L’ultima intuizione era forse quella più bizzarra e inaccettabile per il pensiero dominante: la passione per le vite dei santi, che si era innestata su quella degli archetipi junghiani. Eravamo approdati da tempo all’idea di una realtà inalterabile sotto la superficie agitata ed effimera dell’io: gli archetipi  fornivano la piattaforma giusta per questa architettura ricca e affascinante. Ma un passo ulteriore fu comprendere che gli archetipi ancora più efficaci, generatori di senso e di energie, sono quelli di coloro che hanno incarnato con desiderio intenso e coerenza esistenziale il messaggio di Cristo. La loro vita sembrava una favola, ricolma com’era di miracoli e sorprese, eppure era ciò che maggiormente rispondeva al Progetto di Dio, ossia a quanto di più reale si possa immaginare, almeno per chi crede. La vita di don Mario non era stata questo? Una favola bella, del cui sapore sentivamo, ancora oggi, nostalgia.

5 pensieri su “85. Nostalgia

  1. Le vite dei santi, così intense ma anche così sofferte…mi ha consolato sapere che anche S. Ignazio di Loyola ha provato difficoltà nel leggerle!
    Ma poi ha compreso che ciascuno di loro incarnava un aspetto particolare di Dio, che aveva qualcosa da insegnare e, una volta entrato in questa logica, ne ha sperimentato tanto beneficio da diventare uno di loro.
    Un incoraggiamento per tutti noi!

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  2. Bisogna essere santi
    per essere anche poeti:
    dal grembo caldo d’ogni nostro gesto,
    d’ogni nostra parola che sia sobria,
    procederà la lirica perfetta
    in modo necessario ed istintivo.

    Noi ci perdiamo, a volte, ed affanniamo
    per i vicoli ciechi del cervello,
    sbriciolati in miriadi di esseri
    senza vita durevole e completa;
    noi ci perdiamo, a volte, nel peccato
    della disconoscenza di noi stessi.

    Ma con un gesto calmo della mano,
    con un guardar “volutamente” buono,
    noi ci possiamo sempre ricondurre
    sulla strada maestra che lasciammo,
    e nulla è più fecondo e più stupendo
    di questo tempo di conciliazione.

    Alda Merini

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  3. Chissà che quell’archetipo che è dentro di noi , quell’inconscio collettivo non sia proprio la sanità innata, disponibile e latente che dovrebbe accomunarci tutti? Tutto questo ci arriva però molto meglio attraverso la parola poetica e il cuore ispirato di Fabrizio.
    Siamo Santi in potenza!

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