“LE PAROLE ACCANTO”: INTERVISTA A MICHELA ZANARELLA

Intervista di Giovanni Agnoloni

intervista-a-michela-zanarella-3Sono lieto di intervistare la poetessa Michela Zanarella, per parlare del suo percorso artistico e, in particolare, del suo nuovo libro, Le parole accanto, oggetto di una campagna di crowdfunding e in prossima uscita per la casa editrice Interno Poesia.

1) Le parole accanto è un titolo “provocatorio”. Siamo abituati a pensare alla poesia come a una dimensione viscerale, radicalmente dentro. Qui, invece sembri optare per un understatement, preferendo una presa di distanze, un distacco che forse è la cifra del tuo lirismo, sospeso tra paesaggio e memoria, dove il dolore è trasfigurato in sottili epifanie. Sei d’accordo?

“Diciamo che il titolo della raccolta è volutamente provocatorio. Per me la poesia ha una dimensione interiore ed esteriore, fatta di continui contrasti, così come lo è la mia stessa personalità. E’ vero tutto ciò che dici, perché il distacco è una costante della mia scrittura, che vive di sospensioni tra ricordi, partenze e ritorni, assenze e presenze. In ogni verso, in ogni immagine c’è un’oscillazione di pensiero, le emozioni si proiettano come schegge di luci ed ombre. La poesia in questo caso è accanto a me, alle persone che amo, ai luoghi che mi hanno visto bambina, vicina e allo stesso tempo lontana, si trova nei poeti che in qualche modo sono stati un riferimento nel mio percorso di crescita. Il dolore mi è servito per comprendere meglio me stessa, ogni singola precipitazione mi ha reso consapevole di ciò che è comunque parte della vita. Il dolore quindi si trasforma in rivelazione di qualcosa che va affrontato”.

2) Dante Maffia, nella sua prefazione, ha sottolineato come le ombre siano presenti nelle tue liriche. Tuttavia, a mio avviso si manifestano in un percorso osmotico di interazione col mondo. Ogni micro-cuspide percettiva sembra intuitivamente evocare un mistero ancestrale spalmato sui luoghi, del presente e della memoria. Tutto questo è il frutto di una ricerca archetipica che hai condotto su te stessa?

“Si, ringrazio Dante Maffia per le parole che ha riservato alla mia raccolta. Ha parlato di ombre che entrano tra le parole, che si riflettono tra le pagine. Queste ombre però non vanno a incidere negativamente, anzi diventano una risorsa che in qualche modo mi consente di essere maggiormente positiva per tutto ciò che la vita mi riserva. Così la poesia è lì a rigenerare, a dare nuova luce alle cose attraverso simboli, coincidenze, immagini che prendono forma misteriosamente, come dettate da una dimensione altra. Certo, tutto questo è il frutto di un lavoro di ricerca, l’archetipo non è altro che il prodotto delle esperienze primordiali dell’umanità, e riuscire a mio modo a percepirne gli effetti mi porta a una reciprocità particolare con il cosmo e i suoi elementi”.

3) Pubblichi ormai da un decennio e sei tradotta in molte lingue, oltre a rappresentare l’Italia in varie sedi culturali internazionali. Come vivi il connubio tra la dimensione intima dell’esperienza poetica e la proiezione esterna dell’impegno culturale attivo?

“Quando scrivo mi sento in sintonia con me stessa e con l’ambiente, percepisco un benessere che mi avvolge e, per quanto questo possa sembrare molto intimo e personale, poi mi rendo conto che quello che provo in qualche modo arriva anche all’esterno. La poesia mi ha permesso di conoscere persone di ogni parte del mondo, superando distanze e confini. Sono riuscita a essere più sicura di me, sfidando quella timidezza che mi ha sempre contraddistinto. Vivo molto positivamente ogni esperienza di confronto con chi ho intorno e credo non possa esistere opportunità migliore per mettersi in gioco dentro e fuori. Non mi aspettavo di arrivare a rappresentare l’Italia in Libano per Naji Naaman Foundation. E’ una realtà culturale internazionale che mi sta dando enormi soddisfazioni. Ho fatto rete con poeti di nazioni diverse, e questo grazie anche ai traduttori che mi hanno permesso di farmi conoscere all’estero”.

4) Le parole accanto nascerà, come pubblicazione, tramite un progetto di crowdfunding di tipo “reward”, in cui, cioè, chi contribuirà alla nascita del libro verrà premiato in proporzione all’offerta fatta. È un meccanismo ancora non molto conosciuto in Italia. Pensi che sia il futuro della fruizione culturale?

“Ho scelto di provare una realtà editoriale non tradizionale, per certi aspetti insolita. Non avevo mai utilizzato il crowdfunding per pubblicare un libro. All’inizio ero molto titubante. Ma poi ho capito grazie ad Andrea Cati, l’editore, che questa formula poteva darmi uno stimolo in più. Il crowdfunding è un sistema che funziona molto in Europa per finanziare e realizzare progetti culturali. Da noi non è molto consolidato ancora. In pratica, chi mi sostiene prenotando una o più copie del libro, ne diventa parte attiva e può scegliere che tipo di lettore vuole essere in base a quanto è disposto a donare, ottenendo una ricompensa pari alle copie del libro, oltre ai gadget della casa editrice e l’inserimento del proprio nome all’interno della raccolta. Non so se sarà il futuro della fruizione culturale, dipenderà molto dalla voglia degli scrittori e dei lettori di scoprire una via alternativa per sentirsi partecipi di un progetto collettivo. Io sono contenta di averlo sperimentato. E non vedo l’ora di vedere le copie della mia raccolta di poesie in libreria e a casa dei lettori”.

Michela Zanarella (foto gentilmente concessa dall'autrice)

Michela Zanarella (foto di Giuseppe Lorin)

5) Come ti sei formata come autrice? Non intendo riferirmi solo alle tue letture, ma alle svolte interiori che hanno segnato l’insorgere della tua scintilla creativa.

“Il mio percorso come autrice è iniziato dopo un tragico incidente stradale al quale sono sopravvissuta. La poesia non era mai stata presente prima di allora nella mia vita. Era davvero lontana dai miei interessi. Ho sempre letto molto sin da bambina, ma altri generi. Il trauma ha cambiato la mia esistenza per sempre. Quando ti rendi conto che sei viva per miracolo, inizi a rivalutare tutta una serie di cose. E quello che fino ad allora sembrava scontato, assume un significato diverso. Ho scoperto con la scrittura una parte di me che non conoscevo, rimasta inesplorata. La poesia mi ha aiutato a riprendere fiducia nella vita, a dare maggiore importanza alle cose essenziali, quelle più semplici. Sono convinta che nulla avviene per caso e anche il dolore fa parte di un processo necessario per capire chi siamo fino in fondo. Con il tempo ho compreso che dovevo proseguire a scrivere. Ho letto molto i poeti che ci hanno preceduto, ho cercato di approfondire e studiare. Partendo da Ungaretti, Quasimodo, Montale, arrivando poi a Pasolini, Alda Merini, Baudelaire, Verlaine e tanti altri. Ora leggo anche molti autori contemporanei italiani e stranieri. Abbiamo tanti giovani che meritano. C’è tanto da imparare da chiunque”.

6) Quali i tuoi altri progetti, al momento?

“Per il momento voglio dedicarmi alla raccolta Le parole accanto e alla sua promozione. Un libro quando viene pubblicato va sempre seguito. L’autore ha il dovere di crederci e di portarlo in contesti particolari. Lo presenterò in diverse occasioni, non solo in Italia, anche all’estero. Ci sono alcune collaborazioni che stanno nascendo in ambito letterario. Anche il teatro, la musica, le arti in genere rientrano nei miei progetti futuri. Vi invito a seguirmi. Sono presente nei social e ho un blog personale: www.michelazanarella.it. Per qualsiasi curiosità sono a disposizione di chiunque volesse contattarmi”.

Il sito dell’editore è: www.internopoesia.com. Dopo la conclusione campagna di crowdfunding, Le parole accanto verrà regolarmente distribuito in tutta Italia.

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