La vita con Lacan di Catherine Millot

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di Guido Michelone

Jacques Lacan, parigino (1901-1981), resta tra le figure intellettuali di maggior spicco nella Francia del XX secolo: noto come psichiatra alternativo e docente universitario, diventa famosissimo negli anni Sessanta per i Seminari all’École de la Cause Freudienne, in cui elabora direttamente teorie rivoluzionarie concernenti l’inconscio e il linguaggio.
Associato spesso allo strutturalismo e a un gruppo di studiosi come Michel Foucault, Roland Barthes, Philippe Sollers, Julia Kristeva, Maurice Blanchot che operano un profondo rinnovamento nella cultura d’Oltralpe, presto ammirata in tutto il mondo, Lacan opera una brilante sintesi fra la psicanalisi di Freud e la semiologia di Saussure, anteponendo la nozione di inconscio e procedendo verso l’abbandono della centralità del soggetto come chiave d’interpretazione del modo d’essere dell’uomo e della sua storia. Per Lacan dunque la rivoluzione freudiana consiste nel detronizzare l’Io, riconoscendo nell’inconscio la voce autentica dell’individuo, giacché chi parla nell’individuo non è propriamente l’Io, ma l’inconscio. Partendo dall’ “Interpretazione dei sogni”, l’inconscio è “
strutturato come un linguaggio“, è “desiderio che diviene linguaggio” e l’analisi dell’inconscio, per Lacan, si pone quindi quale decifrazione strutturale di tale linguaggio.

Di tutto questo però non v’è traccia nel nuovo libro della psicanalista Catherine Millot, classe 1944, la quale, l’anno scorso racconta i suoi anni a fianco di Lacan, come amante, studentessa, ricercatrice (e futura collega): si decide a parlarne una volta raggiunta l’età dell’amato ai tempi della relazione (quando lei non è ancora trentenne). Ne vien fuori un ritratto pulito di un personaggio geniale e difficile, affabile con le persone ma al tempo stesso alquanto taciturno, insofferente delle lunghe attese al ristorante o in coda nel traffico. Lacan è l’uomo di cultura sia dalla capacità quasi devozionale di concentrazione assoluta sia dai mille interessi, ripartiti fra l’approccio alle lingue antiche e l’amore per le città italiane (Roma, Venezia, Milano). La Millot si sofferma volentieri su aspetti del privato quasi sconosciuti, dalla guida spericolata in automobile ai tuffi in piscina a ogni stagione, in un tentativo di descrivere un rapporto sentimentale che però nel libro sfugge, non si sa se per l’imperscrutabilità del maestro nei confronti dell’allievo o proustianamente per un tempo perduto e ora in parte recuperato, quarant’anni dopo un amore forse vero da parte di entrambi, certo molto sofferto nell’animo di un’autrice che ancor oggi non dimentica gioie e dolori di quegli anni, comunque formidabili.

Millot Catherine, Vita con Lacan, Raffaello Cortina Editore, Milano 2017, pagine 97, euro 12.

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