BUONA LETTURA: “Anatomia della battaglia”, di Giacomo Sartori

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.

Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

“BUONA LETTURA” 11. Anatomia della battaglia (ed. Sironi)

Anatomia della battaglia ha una forza: avvenimenti, caratteri, dialoghi e ambientazioni sono sì riferiti con chiarezza e lucidità ma riescono anche ad aprirsi ad una dimensione specifica: il rapporto fra la generazione uscita dalla guerra e quella successiva, sciupata e poi divorata dalla lotta politica senza riuscire ad individuare una via d’uscita.

Sartori conduce la narrazione contemporaneamente in più direzioni, con un uso quasi musicale del tempo, capace di dare il senso del complesso intrecciarsi di motivi di storia politica e culturale e rendere vivi tutti i personaggi.

Questi diventano persone, esseri umani, ciascuno con la propria storia: il padre fascista, la madre desiderosa di stare bene al mondo, il figlio (il narratore) che, rifiutando l’insegnamento paterno, entra a far parte di un gruppo di estrema sinistra e partecipa alla lotta armata ma che, ben presto, si allontana anche da questa e va a lavorare nell’Africa del Nord.

Qui si interroga sulla propria vita, sul perchè di certe scelte e di certi comportamenti, sul senso di quelle battaglie che prima ha deciso di combattere ma che poi ha preferito abbandonare.

Ed è sempre qui che viene raggiunto dalla notizia della malattia del padre: lo vedrà lottare con dignità contro il cancro, fino a perdere la sua battaglia, provando ammirazione per quello spirito guerriero.

Romanzo ben orchestrato, che si divide tra il genere autobiografico  e quello dell’autofiction talora anche con punte di una certa vertigine lirica, Anatomia della battaglia può essere pensato come un viaggio nel passato di un individuo, di una famiglia e della società italiana, dagli inizi del XX secolo fino ai nostri giorni.

Un romanzo efficace, fatto di constrastanti tensioni che non impegnano solo l’attenzione ma anche il desiderio di capire, attraverso il punto di vista intergenerazionale, l’ambiguità del sentimento eroico dove l’umano, nonostante tutto, trova ancora varchi di sensibilità e di sofferenza.

Mara Pardini

Giacomo Sartori

Agronomo, ha lavorato nell’ambito della cooperazione internazionale in vari paesi del terzo mondo. Vive attualmente tra Trento e Parigi ed è redattore del blog letterario Nazione Indiana. Ha pubblicato i romanzi Tritolo (il Saggiatore, 1999), Sacrificio (Pequod, 2008; Italic Pequod, 2013) e Cielo nero (Gaffi, 2011). Con Marino Magliani, i racconti Zoo a due (Perdisa Pop, 2013)

 

 

 

 

 

 

 

 

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