7 pensieri su “Luci dell’Est (il decatalogo)

  1. La mercificazione della donna in questa rubrica, così palesemente e volgarmente espressa, molto spesso lo è altrettanto , più o meno sottilmente, in spot pubblicitari, piuttosto che spettacoli, film o altro, e purtroppo quasi nessuno se ne accorge o comunque il tutto lo si fa rientrare nei canoni della normalità. La “donna perfetta” la vuole una società che galleggia sull’onda dell’esteriorità, dell’apparenza, del poco essere; in questo caso specifico è forse ancor più “(s)oggetto” per mantenere alti gli indici di ascolto, giocando sporco su temi di poco cuore e rispetto. Vanno bene le scuse degli autori del programma, dei dirigenti, la chiusura del programma etc., ma tanta indignazione sarebbe importante manifestarla ognuno di noi nella vita di ogni giorno, ripartendo da qualche parola antica, quale: persona, rispetto, famiglia, condivisione. L’amore per noi stessi si perde fra i vizi e gli egoismi, ma ogni volta tutto trova giustificazione… poi arriva la ragazza russa e si torna ad essere tutti perbenisti, scandalizzati. Si può protestare contro la tv spazzatura cambiando canale, leggendo un libro…possiamo cambiare noi, ripartendo dalla parola “Bellezza”.

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  2. Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi Presenza, significa accettare il rischio dell’Assenza.

    Il piccolo principe

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  3. Il “commercio” delle mogli provenienti dall’est è di gran moda, e come tutte le tendenze svela la cultura che le genera: l’incapacità radicale di un vero dialogo tra i partner, di vivere quel “kenegdo” di cui parla la Bibbia, occhi negli occhi, l’uno di fronte all’altro.
    La conseguenza è una solitudine profonda, che si traduce nell’incapacità di amare. Dilaga il narcisismo, il cuore e l’anima inaridiscono….
    Certo, la via dell’amore non è facile,, richiede fiducia, fatica e costanza, e una visione della persona intera; ma la bellezza di quella fonte a cui si è saputo accedere, scavando senza stancarsi né scoraggiarsi, non ha eguali, perché attinge a ciò che di eterno è dentro di noi: i fisici scultorei prima o poi invecchiano, l’amore vero è creativo, sa rinnovarsi, e per questo non muore mai.

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  4. Ridurre l’amore ad un punto cardinale…No! Un cardine piuttosto intorno a cui gira la vita.
    Per amore s’ impara a servire e non solo la cena, a spogliarsi per l’altro e non solo degli abiti e a perdonare non solo l’adulterio in tutte le parti del mondo: la rosa dei venti e’ una sola.

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