L’uomo dei libri

L’uomo dei libri era amico degli uomini e della terra. Da tempo manca all’appello della primavera. Ebbi modo di imbattermi in lui nella mia prima passeggiata nella nuova città ove ero giunto per lavoro, dopo essermi fermato alla Pensione Franchi, stracco dopo il lungo viaggio in treno. Giusto a metà aprile di anni fa, anni corsi via mentre io all’apparenza restavo a fissarne il movimento invisibile e certo, come la materia minerale ed i passi sull’acciottolato di una piazza.

Il mio primo amico in un luogo di Lombardia fu lui, che occupava la scena della minuscola libreria Atala in via della Vittoria, dove entrai curioso e desideroso di trovarvi un illusorio rifugio dalle storture del mondo, simile alla vecchia Hobelix della mia città sul mare. La libreria era assai simile a quella da me frequentata in via della Zecca. Gli stessi colori, le stesse edizioni artigianali, le stesse introvabili riviste, anche gli stessi maglioni e barbe lunghe gli uomini, e le stesse gonne lunghe e colorate le donne.

Ricordo, nel mio gironzolare dentro la libreria, i libri di Consolo Raboni Ripellino Sciascia in vista, fra gli altri – e uno scaffale dedicato alla poesia.
E la locandina di un prossimo incontro con Patrizia Valduga e Giovanni Raboni.
Insomma, ero lontano da casa, dai miei, da Messina, ma non troppo, in fondo.

Manuel, come sentii altri chiamarlo nella libreria, apprezzò il mio acquisto di Retablo, di Consolo; aveva tra le mani Il poeta murato, nuovo libro italiano di Vladimir Holan, di cui già avevo letto le traduzioni del nostro Ripellino: gli fece piacere che conoscessi anch’io il poeta praghese. “Roba leggera”, commentò ironico, con un sorriso d’approvazione. Avremmo apprezzato assieme poi Heaney e Wallace Stevens, Cattafi e l’Horcynus darrighiano. M’aspetto ancora di rivederlo, scendere dal vespone e rimbrottarmi per i miei ritardi nel fornirgli qualche testo per una sua possibile iniziativa…

Oggi non è un giorno particolare per il quale si debba ricordare Manuel, tuttavia è un giorno di quelli che piacerebbero a lui, di primavera inoltrata, calda, solare, un giorno in cui il segno della rinascita è forse più forte. E fiorisce, malgrado tutto, una pasqua della natura  e degli umani che Manuel apprezzerebbe.

***

EMANUELE FONTANA

3 pensieri su “L’uomo dei libri

  1. Gli uomini -e donne- dei libri sono i miei amici più cari . Possiamo fare notte fonda a parlare, anche oltre i libri. Un discorrere che lascia sedimenti spessi, altro che questo mordi e fuggi social, sospeso a mezz’aria. Vi auguro una vita millenaria, cari luminosi amici di pagine e di vita.

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