Graziella Tonon, Nino e gli altri

Poesia e vita in un nido di piume
di Marina Corona

Pochi tratti decisi, graffianti su di uno sfondo bianco ed è il bianco del cartone a dirci dell’anima del personaggio rappresentato: è dal bianco che i personaggi emergono fino, a quadro finito, a “stare” in tutta la loro realtà. Così è anche per quella delicata e pregnante galleria di ritratti poetici racchiusa nel libro Nino e gli altri, ultima opera di Graziella Tonon.

Protagonista principale del libro è Nino, padre dell’autrice, che si presenta subito a noi in uno scorrere del tempo che va dalla sua infanzia, quando, ancora bambino, con grande suo sgomento un soldato vittorioso lo sollevava per tenerlo con sé in sella al cavallo, fino a giungere alla sua morte:

A casa
al lavoro
al cinema
al ristorante
sempre discreto misurato
sereno o triste?
Come adesso
le braccia e le gambe composte
per l’ultima volta nel suo letto grande.

La successione dei ritratti però non è mai pianamente descrittiva, ma allusiva e l’immagine di Nino, come si vede da questi versi, sembra tornare a noi da un passato, da una sorta di zona opaca, nebbiosa, dalla quale si leva un affettuoso e essenziale dipinto. Così in queste righe il personaggio Nino rimbalza dal contrasto vivacissimo tra la descrizione del suo carattere da vivo e l’immagine tragica, che ci coglie di sorpresa, del suo corpo appena dopo la morte. È da questo mutamento di campo improvviso e fulminante che si staglia il personaggio, che è quindi come se risaltasse non dalle parole dell’autrice ma dal bianco stesso della pagina che sta fra le righe, quel “non detto” fatto emergere dal contrasto che dà vigore e personalità al protagonista.
Vediamolo ancora in un’immagine della sua infanzia:

Sotto il colore dei vestiti
rigido e freddo è il grigio dei corpi
come quello di Viola e suo fratello
quando li hanno estratti
da sotto le macerie.
Con le marionette
non ha più giocato.

Due frammenti, uniti in una rapinosa tensione per un significato altro da quello detto, ci narrano tutto: che c’era la guerra e i bombardamenti, che Nino era un bimbo perché giocava con le marionette, che ha assistito al recupero da sotto le macerie di due corpi, probabilmente di coetanei e che ha provato un dolore e orrore infinito per quella tragedia, tanto da tenersi lontano per sempre dalle marionette, che gli ricordano quei due corpi rigidi. I due frammenti ci dicono che la sua innocenza di bambino è stata per sempre ferita e in qualche modo negata dalla brutalità della scena di cui è stato testimone e che da questa ferita lui ha cercato di difendersi allontanando le marionette che gli sembravano ora cadaveri.

Ma quando questa poesia riesce a dirci tutto ciò con le sue poche righe, le sue scarne parole? Attraverso l’allusione, nata dalla vicinanza e dal conflitto folgorante come un lampo, tra due scene fra loro diversissime: quella del recupero dei corpi e quella del gioco delle marionette; dallo spazio vuoto tra questi due enunciati, da quel bianco della pagina fra loro emerge l’immagine del bimbo sgomento davanti all’atrocità dell’avvenimento.

Ma non si parla certo troppo di morte nelle liriche che riguardano Nino, eccolo a Parigi a uno spettacolo di Josephine Baker:

Bastava un nome: Moulin Rouge
e si esaltava
come rapito da una visione.

Tutta nera
tutta nuda
solo un sottanino di banane
è lì che a lui si è rivelata
la divina luce.

Qui io vorrei osservare non solo il gioco di rimando significativo all’interno dei due momenti della lirica, del quale abbiamo già parlato, ma anche l’intento realistico, sincero, rispettosissimo dell’autrice nei confronti dei suoi personaggi: sta parlando nel padre, ma sorretta dal desiderio di non celare i lati della sua natura, traccia con un delicato tono affettuoso l’immagine di lui rapito in un ricordo eroticamente estatico.

Ma, guidati da questi scarni tratti, quando comprendiamo che Nino, questo personaggio emerso dalla nebbia bianca del passato e del foglio ma ormai perfettamente caratterizzato, è il padre dell’autrice? Solo nella seconda parte del libro, nel paragrafo “Tu”; solo ora, dopo che Nino è stato disegnato in tutta la sua umanità, scopriamo che è il padre amatissimo dell’autrice e lo scopriamo attraverso la narrazione di un rimpianto accorato, di un dolore profondissimo per la sua morte che implica una vicinanza, un “Tu” con il ricordo che continua a vivere in lei; resta, dopo la perdita, ancora un’immagine che sopravvive alla scomparsa ed è circondata dalla nostalgia.

È sempre qui
nel palmo della mano
l’ultima carezza
tenera soffice piena

come in un nido vuoto
le piume.

È questo nido, qui descritto ormai vuoto, a generare in realtà il futuro. Infatti il libro prosegue con una galleria di ritratti maschili, raccolti nel paragrafo “Gli altri”, in cui compaiono diversi personaggi, fra i quali anche il figlio e il marito, narrati con delicatissima sensibilità. Da questo nido impiumato però non sembra nascere solo il libro, ma la vita stessa dell’autrice. È come se lei ci dicesse che tutti quegli uomini che hanno circondato i suoi giorni rallegrandola, stupendola, divertendola, dandole consapevolezza, generando rimpianti, rendendola felice, tutti quegli uomini che ora sfilano nelle loro immagini, brevemente ma sapientemente tracciate, sono nati e sono stati resi presenze possibili proprio da quel primo felicissimo amore per il padre che viene in questo modo anche ringraziato. Perché è stato insomma Nino ad aprire la porta di quella galleria di dipinti dove il lettore ora s’inoltra con commosso e ammirato stupore.

Graziella Tonon, Nino e gli altri, presentazione di Antonio Prete, La Vita Felice, Milano 2016, pp. 76.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...