Requiem


E non basta pensare che sei fragile,
che troppo ti è richiesto
e poco hai ricevuto. La lama
che affonda nel mio cuore
è il tuo autografo di sangue, l’altro vezzo
di piangere il morto dopo averlo
stecchito. Seppure ti avvedrai
dell’inatteso amore, dell’ultima campana
che graffia la piazza senza tempo,
attingimi l’acqua che ho lasciato allora,
rigurgito di un sogno mai finito,
che un tardo pentimento non risana.

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2 pensieri su “Requiem

  1. Bellissima! L’incapacità di imparare dagli errori è quanto di peggio possa accadere perché induce a una condizione di stasi, di opaco torpore, .

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